Q vs. Tarick1, danceità(lia)
Maggio 31, 2009
Non c’è pratica più in voga che il remixare canzoni pop o rock, comunque non nate espressamente per la pista, oppure appartenenti ad ambiti contigui, che non aspettavano altro che una spinta in più per potervi accedere. E nei casi più suggestivi, il potenziale da ballo non è nemmeno tra gli obiettivi di chi aggiunge o toglie elementi a una canzone. Tutte queste specifiche si ritrovano in “Italia Remiscelata vol.1“, raccolta di ventuno riedizioni di brani italo-indie ad opera degli “smanettoni” genovesi Q (Filippo Quaglia, autore in proprio e già tastierista nei Numero6) e Tarick1, saporito pseudonimo a coprire le identità della coppia Andrea Calcagno e Clara Grignaschi e scaricabile gratuitamente dal sito apposito.
Le scelte operate tra le band legate da rapporti di affinità professionale e amicizia ai protagonisti di questa vicenda indicano alcune direttrici utili a individuare i criteri con cui si sono mossi i rispettivi remixer: sempre diretto, essenziale e votato al dancefloor Tarick1, più trasversale ed eclettico Q, alle cui cure sono spettate le band dal retroterra black. Entrambi col presupposto di mantenere quanto più possibile per intero l’impianto delle liriche primordiali anche nel nuovo abbigliamento. Read more
Penisola deserta / Marco Giappichini
Maggio 31, 2009
Marco Giappichini produce videoclip con Nonèchiaro Prodigi e Spin, organizza dal 2007 il festival Insanamente a Cortona e scrive report di concerti su Blow Up.
The Gumo – Are you sure? (Midfinger Records, 2006)
Per apprezzare il loro moniker fino in fondo bisogna conoscere il leader Alberto “Gumo” Serafini (candida frecciatina a Enver che non apprezzò il nome del gruppo sulle pagine di BU, giustamente era impossibile comprenderne l’origine), un uomo che ti mette pace solo a vederlo. Il disco mi fa questo effetto, relax allo stato puro. Un allegra malinconia m’investe ogni volta che metto sul lettore “Are you Sure ?” primo e unico lascito di questa band toscana portatrice di un sano indie-rock primigenio, purtroppo scioltasi anzitempo. Ora il Gumo è negli States a cercare miglior fortuna. Chissà che paradossalmente non riesca a uscire dall’anonimato cambiandosi nome.
My Awesome Mixtape – Songs of sadness, songs of happiness (Kirsten’s Podcard, 2007)
Sarà che una canzone come Amiga, che io adoro, manca nel successivo LP “My lonely and sad Waterloo”, sarà che la novità e la freschezza di queste canzoni mi piacquero così tanto che volli portare assolutamente Maolo e i suoi sul palco dell’Insanamente 2007, sarà quello che vi pare.. ma per me questo è il picco più alto che per ora i MAM ci hanno lasciato su disco. 4 tracce, 4 piccoli germogli sonori che non hanno tardato a fiorire.
Dente – L’amore non è bello (Ghost Records / Venus Dischi, 2009)
“Non c’è due senza te” o “L’amore non è bello”? L’amletico dubbio mi ha assillato per qualche minuto. Poi mi sono detto: ma si, anche a me fondamentalmente… piacciono le canzoni con i finali tristi.
Bugo – Dal lofai al cisei (Universal, 2002)
Un colpo di fulmine. Quando nel 2002 nella nostra bella casetta a Firenze – dopo quelle 37 partite di fila alla Play in compagnia del mio coinquilino Dado (dj degli Ostpolitik) – su Mtv alle 5 di notte ci trovammo questo bel faccione che ci chiedeva se amavamo anche noi il fuoco del fornello.. niente fu più come prima. Il nostro feticismo da fan arrivò anche al culmine: non ci siamo fatti mancare neanche il praticissimo posacenere in plexiglass con su scritto “Nella mia testa cresce il contenuto del portacenere!!”. Ovviamente lo pagammo “’a mezzi” con Dado.
Musica Per Bambini – Dio contro Diavolo (Trovarobato Produzioni & Concerti, 2008)
Tra le espressioni musicali più geniali degli ultimi tempi, non potevano non finire su questa mia lista sugli anni Zero i Musica Per Bambini, strampalata band del piacentino. Se è vero che siamo tornati al medioevo, eccoli qui, tra il sacro e il profano, i nostri moderni “trobador” di fine decennio. I veri chanteurs de geste di questo nostro mondo alla deriva.
Perturbazione – In circolo (Santeria/audioglobe, 2002)
E’ appena finito un amore breve ma intenso. Sei a pezzi. Compri un disco. Dallo stereo escono queste semplici parole: “Sento arrivederci e già penso addio, non è cosi divertente”. Catarsi istantanea. “In circolo” mi parla, più di quanto possa fare un amico. C’è un qualcosa d’inesplicabile che ci lega; io lo conosco nel profondo, lui conosce me. Non c’è niente da aggiungere.
The Gentlemen’s Agreement – Let me be a child (Materia Principale, 2008)
Se dovessi portare questi 10 dischi su una bella isola deserta sul Pacifico con tanto di rigoglioso palmeto e barrettino privato in riva al mare (me la immagino così st’isola!) diventa dannatamente importante scegliere l’album da ascoltare al tramonto con tanto di mojito in mano (ma ci accontentiamo anche di uno spritz a base di campari). Ecco che per fortuna a risolvere l’atavico dubbio ci hanno pensato i Gentlemens di turno, licenziando l’anno scorso questo delizioso “Let me be a child”. Ah! dimenticavo, il top ovviamente è avere accanto per l’occasione la donna amata.
Toti Poeta – Lo stato delle cose (Malintenti dischi/Jestrai, 2008)
Curando gran parte della sezione video del disco (videoclip, tour, miniclip, ecc.) avrò ascoltato “Lo stato delle cose” suppergiù un miliardo di volte. Sapete la verità ? Non mi sono mai annoiato, anzi. Pur trattandosi di un tradizionale disco di cantautorato folk, ogni nuovo ascolto mi regala sempre una sorpresa: quella tromba che mi era sfuggita, quella frase che non ricordavo, quel cavaquinho che suona inaspettato,… Quale è lo stato delle cose nella nostra penisola (musicalmente parlando) alla fine degli anni ‘00? Toti non avrà risposto con esattezza a tale domanda, ma di sicuro il paese da lui descritto nel disco è più reale di molti altri.
Yuppie flu – Toast master (Homesleep / Audioglobe, 2005)
Ok, ok.. tutti d’accordo non è il capolavoro della band (vi vedo già tutti lì con i fucili spiegati!) ma per me quei 4 o 5 tormentoni sfornati su questo disco dai Nostri paladini, rimangono ancora oggi le mie indie-hits preferite da cantare sotto la doccia. E scusate se è poco. Come dire: “Let the sun shine on our nature… LA LA LA”.
Oratio – Ora ti ho (Malintenti dischi, Luglio 2009?)
Chiudo questa lista, quasi fosse un monito per i posteri, con un “non ancora disco”. Eminenti conoscenze all’interno della Malintenti mi hanno fatto ascoltare in anteprima il primo album ufficiale dell’imberbe siculo chiamato Oratio. Amanti dell’italico folk un-po’-scazzone-un-po’-naif di fine decennio unitevi… la next big thing che cercavate sta arrivando. Presumo che ne riparleremo su queste pagine.
Penisola deserta / Francesco Pizzinelli
Maggio 30, 2009
Francesco Pizzinelli suona con il moniker Jocelyn Pulsar, cura produzioni assieme all’etichetta I Dischi della Lavatrice e organizza a Forlì il festival “+Tost che niente” con l’associazione La Valvola.
1) Virginiana Miller – La verità sul tennis
Questo è forse il primo disco di musica “indipendente” con il quale sono venuto in contatto: è stato la colonna sonora di una mia estate. In particolare la title track, un pezzo strano, con una ritmica inusuale, e quel “io mi masturbo ancoraaaa” che si cantava a pugno alzato, un po’ come una versione “loser” de “l’ Italia che resisteee” di de gregoriana memoria: bello tutto, a partire dalla copertina…
2) Francesco De Gregori – Amore nel pomeriggio
Un disco del Maestro ci deve essere per forza: riducendo la scelta al periodo successivo al 2000 la mia scelta cade su questo disco, forse l’ ultimo che regge davvero bene il confronto con le cose migliori del “Principe”: almeno due pezzi dei grande livello, Natale di seconda mano (con Battiato alla produzione…) e soprattutto Il cuoco di Salò, la quale tra l’ altro mi riporta inevitabilmente all’ immagine di La Russa che, ascoltandola a Porta a Porta, spezzò una matita a favor di camera, “innervosito” dal testo….
3) 4fioriperzoe – Normalmente scompaiono
Un disco strano, di cui lessi in un vecchio Mucchio Selvaggio settimanale e che trovai, casualmente, da Nannucci, a Bologna (a proposito, che Dio lo abbia in gloria…): musica in bilico tra il sinfonico e il plasticoso, con testi al limite dell’ermetico… eppure non me ne sono liberato per anni
4) Snaporàz – Salto con te
Porto questo disco sostanzialmente per un brano, Il Grande Bastardo, una canzone che ho scoperto attraverso un cd compilation e che mi ha portato a cercarlo: di nuovo San Marino mi è venuta in aiuto (ricordo ancora la faccia della commessa del negozio, forse il fatto che qualcuno avesse davvero acquistato quel disco le ha fatto perdere una scommessa con qualche collega…)
5) Artemoltobuffa – Stanotte/Stamattina
“Stanotte ho sognato che ero al college”: un incipit perfetto, indie e cantautoriale allo stesso tempo, un lampo a ciel sereno il primo disco di Alberto Muffato, che comprai al banchetto di Aiuola Dischi al MEI di Faenza (altri tempi…). Il miglior disco dì esordio da tanti anni, nessun cedimento, un percorso netto. Uno dei più sottovalutati songwriter in assoluto, non ha avuto quello che merita, almeno ad oggi….
6) Tiromancino – La descrizione di un attimo
Ok, scelta vagamente mainstream, ma col senno di poi è facile: all’epoca ci rimasi secco, qualcosa di veramente nuovo, con dei suoni innovativi, la chitarra acustica sulla batteria elettronica. Gran merito va dunque a Riccardo Senigallia, produttore di questo e di tanti altri lavori della “scena romana”, ma tanto di cappello allo stato di grazia di Zampaglione (che non tornerà più a questi livelli, anzi, vi si allontanerà sempre, sempre di più…), all’epoca ancora assieme alla band; tre brani sugli scudi, Strade –dove il tiromancinismo si eleva all’ennesima potenza- Due destini, ma soprattutto la title track, una canzone che mi ha più volte fatto venire la voglia di appendere la chitarra al chiodo e darmi alla pesca d’ altura…
7) AA.VV. – Everything in ending here: a tribute to Pavement
Ok ok lo so, i Pavement non sono italiani, però il progetto lo è – Homesleep – e inoltre sono coinvolti alcuni dei principali esponenti della scena indie nostrana –Yuppie Flu, Julie’s Haircut, Perturbazione- quindi mi permetto di inserirla: un doppio cd contenente complessivamente 36 cover della band di Malkmus, alcune davvero geniali (Shady Lane dei Solex è impagabile..); doveva essere un regalo a una tale che poi sparì… peggio per lei, non sa cosa si è persa (parlo del disco eh…)
8 ) Babalot – Cosa succede quando uno muore
Babalot è il migliore di tutti noi, di chi bene o male prova a scrivere canzoni, prova a buttar giù una musica… noi ci proviamo, a volte ci va bene, spesso e volentieri no: Babalot non sbaglia un colpo, e non gli interessa se non si parla di lui, non gli importa se gente con un centesimo del suo talento ha avuto 100 volte il suo successo… Babalot è il migliore, e questo è il suo disco più bello.
Metà donna e metadone.
9) Bluvertigo – Pop Tools (raccolta)
I Bluvertigo sono stati un’illusione, un’occasione perduta: per quello che sono riusciti a fare è grande il rimpianto per averli persi per strada (ok, si parla di un nuovo disco in lavorazione, staremo a vedere…). Questa raccolta comprende i pezzi più belli e noti della band monzese, soprattutto quella Fuori dal tempo che oggi è più moderna di quando è uscita, e tra dieci anni sarà più moderna di oggi… per fortuna che nell’isola deserta non ci sarà la tv, così non rischierò di imbattermi in Marco Castoldi che si trasforma in un juke box vivente…
10) Jocelyn Pulsar – Penso a Sonia ma suono per la gloria
Ed ecco il momento dell’autoreferenzialità: d’altronde, da solo, su un’isola, con la prospettiva di non parlare con nessuno per chissà quanto (forse per sempre…), potrebbe iniziare a mancarmi il suono della mia voce… mi porto l’ultimo mio disco, soprattutto perché ad esso è legato un ricordo molto bello, il videoclip girato assieme a Claudio Garella che era un eroe della mia infanzia, quando volevo davvero fare il portiere nella vita…
Italia “sperimentale”: disco, podcast e libro
Maggio 29, 2009
Tre eventi in giugno testimoniano la brulicante e indefinita “Scena sperimentale italiana dei 2000″:
1) un disco dell’ensemble Meerkat, 2) una trasmissione radio su Framework, dell’inglese Murmer e 3) un libro su alcuni di questi artisti, scritto dall’antropologo e giornalista franco/canedese Philippe Blache.1 :: NUOVA USCITA ::
“Potete riconoscere tra questi nomi quelli dei più raffinati italiani nel campo dell’ambient, dell’elettronica, dei microsuoni e del post-guitar” (Frans De Waard, Vital Weekly)
Meerkat: “Kapnos” – il terzo capitolo della quadrilogia “Between the Elements”
CD su Afe / ctrl+alt+canc / Grey Sparkle / Nighthawks Tapes
Formato: CD in copertina cartonata con inserti
Euro 10,00L’ensemble Meerkat è composto da: Adriano Zanni/Punck, Matteo Uggeri/Hue, Luca Sigurtà, Luca Bergero/Fhievel, Davide Valecchi/Aal, Andrea Ferraris/Ics, Fabio Selvafiorita, Paolo Ippoliti (Logoplasm), Laura Lovreglio (Logoplasm) e Andrea Marutti/Amon/Never Known.
“The music is excellent – a fine mixture of styles and interests from these guys. All the elements one would expect are there, the field recordings, drones, ambience, microscopic detailed sounds. Great stuff here.” (Frans de Waard)
“Sette collaborazioni incrociate tra belle menti della scena sperimentale italiana” (Paolo Bertoni, Blow Up)
“Una coerente ed unitaria suite in sette movimenti che tende [...] ad un suono di unica bellezza” (Vittore Baroni, Rumore)Capitoli/CD precedenti della quadrilogia:
- Maurizio Bianchi & Sparkle in Grey: “Nefelodhis”
- MB | Hue | Fhievel: “Erimos”www.greysparkle.com/between_the_elements.htm”
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2 :: TRANSMISSIONE RADIO ::
“Italian Plays”
Domenica 31, 22:00,
su Framework/Resonance 104.4 by Patrick McGinley/.murmer.
una puntata a cura di Matteo Uggeri/Hue:“Italian Plays” è una collezione di registrazioni effettuate in tutta Italia da: Obsil, Mark Hamn/Francesco Giannico, Punck, Carlo Giordani, Fhievel, Aldo Becca, Domenico Sciajno, Hipurforderai, Fabio Damiani e Urkuma.
Ogni artista è stato invitato da Hue a registrare alcune esperienze di persone che stessero giocando ad un qualunque tipo di gioco, dal più classico calcetto a piccoli bambini che sperimentano con apparecchi elettronici o echi naturali.
Potete ascoltare o scaricare la trasmissione qui (da domenica sera in poi):http://www.frameworkradio.net/
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3 :: LIBRO ::
THE ART OF DURATION AND RESONANCE: The experimental stages of Italian electronic music
di Philippe Blache
87 pagine
disponibile su Lulu eAmazon
2009“Ho specificatamente deciso di esplorare questi fenomeni fisici e mentali nella creazione dei suoni e nelle sculture sonore pubblicate da ricercatori ed artisti italiani [...] Questo è il genere di musica che è in grado di inlfuenzare direttamente le menti ed i corpi e di modificare la nostra percezione del tempo e dello spazio.” Philippe Blache
Il libro, tenendo conto dei pionieri della musica sperimentale italiana (come Pietro Grossi, Luigi Russolo o i collettivi Nuova Consonanza, Materia Prima e Insieme Musica Diversa), esplora i più profondi aspetti delle esperienze di Maurizio Bianchi/MB e di molti che recentemente hanno collaborato con lui, come Andrea Marutti, Giuseppe Verticchio, Matteo Uggeri, Atrax Morgue e Luca Bergero.
Penisola deserta / Carlo Minucci
Maggio 29, 2009
Carlo Minucci suona col moniker dj Minaccia, ha suonato con gli Sprinzi e fa il roadie per i Camillas, ha collaborato al Pop-Gruppo di Gradara nell’organizzazione dei concerti e da qualche anno ogni dicembre appronta DiscoBravo, il referendum sui dieci dischi dell’anno più amato dai blogger italiani…
Naufragando su un’isola deserta spero che naufraghi con me almeno un lettore cd altrimenti avrei solo dei sottobicchieri, sempre che siano naufragati anche dei bicchieri… rovistare tra i cd alla ricerca di quelli italiani me ne ha fatti ritrovare alcuni di cui si era dimenticati, un paio però erano datati 1994 quindi non vale. Ma cominciamo (in ordine rigorosamente random)
1. AA/VV – Bit Beat
Questo album lo inserisco perchè c’è un mio pezzo e anche perchè si può dire che ho contribuito parecchio alla sua realizzazione. E’ una raccolta di musicisti italiani che si dedicano a quel filone musicale chiamato micromusic (che può piacere o non piacere ma che comunque è molto sfaccettato quindi qualcosa che piace dentro lo si trova sicuramente). L’idea è partita da Luca Benni, il capo di To Lose La Track (spam) ci siamo conosciuti all’Italian Party, e sviluppata poi dentro interminabili chat via msn. Io all’epoca avevo messo on line in sito http://www.8-b.it (dai, spam!) che voleva richiamare a se tutti gli appartenenti alla scena. Cosa che e successa con l’uscita di questa compilation. Io e Luca continuavamo a contattare micromusicisti italiani e alla fine siamo arrivati a 20 tracce, poi c’è stato il tour con Andrew Duracell, ho fatto altre date in giro, ne ho organizzate altre. Alla fine pare che la compilation non abbia avuto il successo sperato (è ancora disponibile nel catalogo audioglobe (spam)) ma mi piace un sacco la sinergia e la simpatia che si è creata tra tutti i partecipanti alla compilation e ogni volta che suoniamo da qualche parte è sempre un bel piacere rivedere tutti. Potrei dire che mi porterei questo disco sull’isola deserta per ricordarmi del concetto di amicizia (non solo legata ai musicisti ma in generale) perchè, presumibilmente, sull’isola deserta sarò solo. E anche perchè certi pezzi spaccano
2. Sprinzi – Something more than the last time
Era un album che volevo assolutamente ma non ricordavo per niente l’anno di uscita, ho tirato un sospiro di sollievo quando ho letto 2001 nel booklet interno. Ricordo un loro concerto folgorante a Fano, circa in quegli anni, poi un paio a Pesaro e uno in un centro sociale a Padova. Ricordo la maglietta che mi regalarono per un mio compleanno. Ricordo anche qualche data fatta come roadie. Piano piano li ho conosciuti tutti meglio e ora non posso più fare a meno di questo album. Ricordo anche di un infortunio di Ivan e la ricerca di un bassista sostituto (io) e quelle due date, le ultime due tra l’altro, in cui sono stato, orgogliosamente, uno Sprinzi anche io. E poi altri ricordi legati a questo album e agli Sprinzi (e si puo’ ricollegare anche qua il discorso dell’amicizia): la Uno spostata a braccia dal parcheggio davanti al Covo, gli sportelli del furgone nuovo chiusi al rovescio, il libretto dei canti con le note del basso, la passeggiata davanti allo stadio di Genova, la macchinata fino Treviso, la visita alla diga e poi Bob Corn che un giorno, ad un concerto, mi tira fuori la cover di end now. Credo che non potrei proprio fare a meno di questo album. Triste anche, nell’ultima data al Locomotiv, un tizio giovincello disse “ma chi sono sti Sprinzi? chi li conosce…”… va’ a studiare! Io sono stato uno Sprinzi, ho le foto a confermare
3. I Camillas – Everybody in the palco!
Un’altra cosa di cui non potrei fare a meno sono i Camillas, e se fosse già uscito l’album vero e proprio (dovrebbe uscire a mesi… ma sono mesi che lo dicono)… mi accontento dell’ep. Una sera ero a mangiare la piadina con degli amici, stavo dicendo che dovevo fare in fretta per vedermi i Camillas in concerto, uno dei tizi presenti e mai visto prima mi fa “ah, i Camillas! quelli che fanno musica demenziale”… da quel giorno non l’ho più visto. Non è facile descrivere i Camillas, e adesso non c’è bisogno di farlo ma portandomi dietro questo album sull’isola deserta mi servirà a ricordarmi ben scolpito in mente la prima volta che li vidi: in spiaggia tra Fano e Pesaro, coi piedi nella sabbia (stessa cosa sull’isola deserta) e il loro primo pezzo “tu sei un’animale” con la sferzata dance finale e i controcori fatti di belati, da quel giorno non ho più potuto fare a meno di loro… e poi ci sarebbero anche altri mille aneddoti della mia vita da roadie insieme a loro. E quando vado via da qualche parte con loro non si riesce a smettere di ridere: sull’isola deserta presumo che abbia bisogno di ridere.
4. Black Candy – Candinista
In realtà la data dentro il cd non c’è scritta, però non credo sia prima del 2002 circa. Bello quest’album, ne avrò bisogno sull’isola deserta. E’ un po’ l’essenza punk che servirà a sopravvivere. Poi mi ricordo l’accento modenese della Mara e quando parlammo dello scioglimento della band. Ero un po’ titubante all’inizio ma no, quest’album mi serve
5. Fitness Pump – Riviera
Questo album lo inserisco anche per un po’ di “paraculismo” per il lavoro che fa da sempre la Tafuzzy Records (spam), ma anche perchè c’e’ Rimini che è un pezzo che ascolterei ogni volta che sull’isola deserta si mette a piovere. Dovrebbe accasarsi benissimo con la pioggia che cade sulle palme e tutto il cielo che diventa grigio. Ho dei bei ricordi anche legati al giro della Tafuzzy: concerti sulla spiaggia, i Tafuzzy Days, Bart che suona i Sonic Youth in mezzo al Velvet tutto da solo. sono cose belle… eppoi finendo naufrago su un’isola deserta presumo che avrò un sacco di buoni motivi per spaccare tutto
6. Gioacchino Turù – s/t
in realtà è un cd masterizzatomi da lui in persona con un po’ dei suoi pezzi. Gioacchino Turù è un altro che, potendo, mi porterei proprio lui sull’isola deserta al posto del disco. Dopo averlo visto produrre bollicine di saliva in quell’attico ad Arezzo non ho piu’ potuto farne a meno… e poi siamo diventati amici. Le canzoni poi sono bellissime e variegate, dentro c’è un po’ di tutto… aspettando l’uscita dell’album (non dovrebbe mancare molto) mi accontento di questo cd masterizzato. Pezzi come Il pluffare dello stronzo potrei canticchiarli mentre riparo il tetto della capanna fatta con le palme e il lavoro sarebbe meno faticoso
7. Bugo – La prima gratta
Ero indeciso tra questo e “Sentimento westernato” ma ho scelto questo perchè ha la custodia di plastica, l’altro ce l’ha di carta, e quindi dovrebbe sciuparsi meno appoggiato sul porta cd costruito coi gusci del cocco. Da una ricerca su google pare sia del 2000, quindi ci sta. Ho questo ricordo di Bugo, visto in quegli anni a Pesaro, di questo tizio un po’ folle che suonava tutto e passava da un genere all’altro, scratchando su un giradischi mentre rappa, o imbracciando la chitarra con l’armonica. Il primo paragone da fare è il primo Beck. Anche se temo che alla fine ascolterei in loop pochi pezzi… ma credo mi servano quei pochi pezzi.
8. X-Mary – A tavola con il principe
Gli X-Mary sono un’altra di quelle band irrinunciabili, poi in questo album c’e’ Zucca, il pezzo con cui li ho conosciuti. Mi ci sono innamorato subito al primo ascolto. E ricordo anche il primo loro concerto che vidi a Fano, e anche il mio entusiasmo a fine concerto: mi diressi subito verso il banchetto e dissi “voglio tutto” e mi comprati 3 cd in un botto. Dal vivo poi bello, mi ricorderò anche sempre il concerto ai Tafuzzy Days, dove eravamo tutti sotto il palco facendo finger point e cantando tutti quanti, ma tutti tutti, i testi a memoria, manco ai concerti di Vasco Rossi. E poi all’improvviso quei fuochi d’artificio sullo sfondo, irrinunciabile e con questo album mi rimarrà tutto inciso dentro la testa. Zucca, Ospedale maggiore, Durex, Papa Wojtyla, Le tre bellezze della vita… come si fa a farne a meno?
9. Chewingum – La seconda cosa da andare
Un album solare da tenere a mente, e che ricorda a ricordare anche quando a Roma, aspettando di entrare nel backstage per salire sul palco coi flaming lips, mi trovai di fronte a me Giovanni (voce e chitarra), tutti e due increduli (e ancora mica ci conoscevamo) a vestirci insieme da babbo natale. Potrei ascoltare quest’album mentre me ne sto a poltrire sdraiato all’ombra di una palma
10. Dummo – Gelo chiama gelo
Un’altra leccata di culo
i Dummo amici e colleghi e compagni di etichetta hanno uno degli album più belli del 2008 e poi ci sono le trasferte, i pranzi, parlare di videogiochi, i concerti e il solito finger point urlando le canzoni. Una volta dissi a Luca Benni (spam): “E’ il piu’ bell’album di quest’anno” e lui mi rispose “sono dei musicisti completi”. Che su un’isola deserta di tempo da passare ce ne deve essere parecchio, e questo album, purchè corto, mi aiuterà di sicuro.
mentre scrivevo poi ho tolto album e aggiunti altri, questo è il risultato finale.
“io ci sUono”, a Milano per l’Abruzzo
Maggio 28, 2009
Si terrà mercoledì 3 giugno al Goganga di via Cadolini 39 (Milano) il concerto di beneficienza a favore dei terremotati d’Abruzzo: a partire dalle ore 21 saliranno sul palco Eula, Verlaine, Mange-Tout, Comaneci e Fou.
Penisola deserta / Alessandro Ferrin
Maggio 28, 2009
Alessandro Ferrin è condirettore artistico di Edera, innovativo club di Codroipo (Udine) che ha connesso gli ambienti indie con il dancefloor, l’arte contemporanea, la musica sperimentale e il retrogaming. Ora ha creato anche Parentesi Quadra per occuparsi dell’organizzazione di eventi nel Friuli, per esempio il format In.Die.Disco e i concerti de Il Moro e il Quasi Biondo.
ANNIE HALL
Maggio 28, 2009
These are songs. These are musicians. Nevermind if Fabio’s English pronunciation isn’t that fair (the same of 90% of Italian singers): Annie Hall are here to put their name over folkpop songwriting scene. No list-fillers in the first album, which runs from Wilco to Elliott Smith, from Grandaddy to Sparklehorse, in a hand a green card for USA in the other a fork to eat Brescia’s casoncelli. Now AH are recording their 2nd one in Florence, scheduled for next Fall: needless to say we can’t wait anymore…
MP3: “Ghosts legs”
MYSPACE
CD Cloud cuckoo land (Pippola Music 2007)
DISTRIBUTION Audioglobe
BOOKING Organetta
DORIAN GRAY
Maggio 28, 2009
Twenty years of epic new wave. Sardinian project called like Wilde’s masterpiece stays forever young: “Forse il sole ci odia” (Maybe sun hates us) lives inside a 34-pages book painted by Igort, one of the top Italian drawers since Eighties. Charismatic frontman Davide Catinari, whose elegant voice even got better by growing in age, could witness about gigs in Russia or China in the early 90s, but this rock animal and his hifi-produced band with twanging guitars can bet on their future above all.
MP3: “Zero lisergico”
MYSPACE
CD Forse il sole ci odia (Coconino Press 2008)
DISTRIBUTION Audioglobe
BOOKING Triciclo
MAM e Scuola Furano, free download live
Maggio 27, 2009
Colpo grosso a Sacile: l’evento Wake Up, organizzato sabato scorso 23 maggio da Andrea “Jack” Forino (Smart Mates) per l’inaugurazione della neo-sistemata piazza nel centro del Pordenonese, ha riscosso un notevole successo anche per le performance dei My Awesome Mixtape (live act) e degli Scuola Furano (dj set). Ora sono stati resi disponibili i file mp3 che testimoniano gli eventi: dal sito di Indie-retta, il programma della radio universitaria di Ca’ Foscari in Venezia che ha curato lo streaming, è possibile scaricare liberamente l’intero concerto dei MAM e l’intera playlist del duo goriziano.









