DEATH IN PLAINs, a Gaga cover
Dicembre 31, 2009
L’ottimo artista pesarese, rivelazione dell’anno, ha rilasciato ieri pomeriggio nella sua pagina SoundCloud una versione di Brown eyes, portata al successo da Lady Gaga, ricavandone tosto un video.
DEATH IN PLAINs – “Brown eyes” (Lady Gaga cover)
Fargo, tutta la storia in free download
Dicembre 30, 2009
Dalla newsletter Knifeville:
“Natale è passato, ma abbiamo comunque voluto farvi un regalo. Si tratta di una manciata di canzoni registrate una decina di anni fa e rimaste chiuse in un cassetto. Canzoni che a riascoltarle oggi ci emozioniamo come allora. Sono le canzoni dei Fargo.
I Fargo suonavano quando ancora Knifeville non esisteva. O meglio: Knifeville non aveva ancora preso forma, ma le band, le sale prove, i concerti, le idee, le energie, tutto questo già c’era… se poi è diventato Knifeville, il merito è anche dei Fargo e del loro sette pollici autoprodotto.
Dal 2003 ad oggi abbiamo pubblicato un disco all’anno. Chiudiamo il decennio ripartendo dalle origini. Esce quindi oggi Fargo – “A record that was never made”. Il disco raccoglie tutto quanto era stato registrato da Alessandro, Enrico e Luca tra il 2000 e il 2001.
Lo potete trovare in download gratuito a questo indirizzo: http://fargo.bandcamp.com
Per ora l’uscita è solo digitale, ma potremmo anche decidere di stamparlo. Di sicuro, quando finiranno questi anni zero, che i Fargo non se li meritavano, faremo una festa e riporteremo quei tre su un palco. Intanto scaricatevi il disco e poi ne riparliamo“.
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What could be wrong?, I feel nothing e Me and my half sono state registrate nel gennaio 2000 al Maximum Volume Studio di San Donà (VE) con Soemi. Pubblicate su un 7” (45 giri) autoprodotto in edizione limitata di 300 copie pochi mesi dopo.
I won’t be back, You e Pastel drawing sono state registrate da Max Stirner al Natural Head Quarter di Ferrara nel 2000/2001, non ricordiamo di preciso il mese. Registrate grazie alla fiducia della BMG inglese.
She only cares for me e Your steps around sono dei provini registrati con Max Sartor al Maximum Volume Studio di San Donà (VE) nel 2000/2001 – come sopra. Canzoni mai completamente finite, consideratele un regalo fragile.
Le canzoni sono state masterizzate per questa raccolta da Davide Massussi al Moscow Studio di Cargnacco (UD) nel dicembre 2009.
Grafica: Lorenzo Pilia.
Coordinamento menate 2.0: Marco Pilia.
Fargo sono Alessandro Sonego, Enrico Molteni, Luca Basso.
Pubblicato in forma digitale da Knifeville, dicembre 2009.
io marchetti la sbarella e il nostro amico americano di origini greche frocio grande bestemmiatore gregorio racadio facciamo macchinata per andare a vedere get up kids e anniversary.
era il nostro giorno.
avevamo appuntamento con giulio repetto della green records per parlare della prima uscita dei fine before you came sulla sua etichetta.
i get up kids erano uno dei gruppi preferiti da tutti noi in quel periodo.
li avevamo visti anche la sera prima a milano.
avevamo anche chiamato il locale per sapere se potevamo aprire il concerto.
non avevamo mai suonato dal vivo se non alla festa di laurea del fratello di marcone e alla sagra del buon umore in un paese dell’interland milanese col nome che finisce in -ate insieme a un gruppo ska col nome che finisce in -ska e a uno metal col nome che finisce in -death/-dark/-ica/-maiden.
eravamo giovani, spregiudicati, incoscienti e di base non avevamo la minima idea di come funzionassero le cose.
per cui il binario zero ci aveva semplicemente detto che non dipendeva da loro col tono di chi parla a un sasso gettato in un fossato.
ci avevamo provato.
a marcon ad aprire il concerto c’era un gruppo italiano.
fargo.
io e marchetti invidiosissimi.
i get up kids erano il NOSTRO gruppo preferito.
come cazzo facevano quelli a essere lì?
chi cazzo si credevano di essere?
avevano chiamato il locale?
avevano chiamato i get up kids?
avevano chiamato la polizia?
avevan di sicuro portato la mela alla maestra e non sapevano suonare.
e se anche avessero saputo suonare di sicuro quello che facevano non era emo.
per cui non sarebbero centrati un gatto lì dentro.
ecco.
guarda te se ‘sti due spilungoni e quel furetto invasato dietro la batteria ci devon rovinare la serata.
e invece i fargo eran fighi.
ed è vero che non c’entravano un gatto.
ma non c’entravano un gatto in un modo che ci spiazzò e ci fece sorridere.
a fine concerto noi gli demmo un demo (demo un demmo) in cassetta e loro un 7 pollici.
erano anche simpatici quei due pennelloni e quel batterista senza tom.
capimmo di non essere soli.
e che i fargo ce li saremmo portati dietro per un bel po’.
perché il loro approccio non aveva pretese ed era genuino.
e poi ci invitarono a suonare a maniago.
a casa di un amico.
in casa.
in una stanzetta.
con la gente pigiata dentro e il sudore di mille ascelle che calava dal soffitto.
con le birre in lattina da tutte le parti e le ragazzine sedute sulle scale che portano al bagno e alle stanze del piano di sopra.
e quando hai 20 anni ti sembra che stai facendo la cosa più figa del mondo e loro chi sa da quanto già le facevano queste cose e come erano sereni e a proprio agio.
mica come noi che completamente briachi giravamo col sorriso dell’ebete e il passo del bullo.
i fargo erano di un altro pianeta.
volevamo che fossero i nostri amici e che i loro amici fossero i nostri amici e che le loro mamme fossero le nostre mamme e che non si smettesse mai di suonare nelle case e di gridare come dei cretini in microfoni spenti appesi ai lampadari.
volevamo sempre suonare coi fargo.
sempre sempre sempre.
il nord est era una terra meravigliosa fatta di gruppi sconosciuti che suonavano col cuore.
e per quel che ci riguardava i fargo erano i capi indiscussi.
i guru.
i fondatori.
e poi invece basta.
i fargo scomparirono.
senza motivo.
potevano conquistare il mondo.
e invece a un certo punto PUF!
nello stesso modo in cui sono apparsi.
e io il perché non me lo son mai spiegato.
oggi penso che i fargo ci abbiano indicato la strada.
che siano stati una sorta di visione.
la nostra madonna che preghiamo con forza.
e nessuno ha sentito più parlare di loro fino a oggi.
sono riapparsi.
così, senza motivo apparente.
forse semplicemente perché il mondo va a rotoli.
forse per indicarci nuovamente la strada.
fatto sta che il loro meraviglioso disco mai uscito è improvvisamente scaricabile gratutitamente.
e credetemi, è il documento importante di un gruppo magico che chi ha avuto la fortuna di conoscere non dimenticherà mai.
questo disco è il faro di batman a gotham city.
è la torta di ricotta di mia nonna anna.
è l’anello mancante tra l’uomo e la scimmia.
non è mai uscito eppure è fondamentale.
maledetti fargo.
bentornati.”
No Seduction, in diretta dal futuro
Dicembre 30, 2009
Seguendo i No Seduction nel 2009 come caso di specie ci si è potuti accorgere del percorso di sviluppo di una band in questi ultimi anni, le date che portano al conseguimento di un booking, i contatti online che conducono a riconoscimenti mediatici -ultimo ma non certo per importanza il passaggio a Effetto Notte di Radio 2 Rai la sera dell’11 dicembre scorso- i tentativi che diventano canzone, poi video, poi remix. Mancava solo una raccolta in cd a onorare il tutto, e finalmente ora c’è.
Lo “S.P.U.P.P.A.” ep, vocabolo la cui origine e significato permangono avvolti nelle nebbie del mistero, contiene i cinque brani lasciati nei mesi di primavera al libero download sulle varie piattaforme (C.I.A., 1 2 3 4 5 6 7 8, Spend money stay cool, Fried fish, We won’t find a job) e quattro remix di autentiche fulgide realtà della smanettopoli nazionale, quali 3 Is A Crowd, Home Alone, Frost DJ Sexx, 2 Guys In Venice, Funkabit. Il tutto con un booklet ironico e magari corredato, ai banchetti dei concerti -a gennaio il lungo tour al sud powered Rocketta- dall’omonima maglietta beffarda, già oggetto di culto fra le giovani generazioni: infatti il supporto è stato pensato per gli “addetti ai lavori” ma anche per i fan inguaribilmente attaccati alla concretezza dell’oggetto. Per gli altri, le tracce sono orgogliosamente a disposizione nel sito ufficiale e nei vari portali, con libertà di remix e diffusione magari nei party di fine anno: l’auspicio è che nel 2010 in tanti nelle scene indipendenti seguano i loro meccanismi coi propri strumenti, e ottengano risultati di almeno pari lusinga. Italian Embassy è qui per questo.
No Seduction – “1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8“
Mashhh! cerca virgulti lo-fi noise
Dicembre 30, 2009
La promettente non-etichetta Mashhh! sta per realizzare un album-compilation che comprenderà brani di band garage/punk/noise/lo-fi/shoegaze/rock. Il disco sarà interamente registrato in analogico.
Malagnino cerca musicisti a Padova il 13.1
Dicembre 28, 2009
Dal blog della Mela di Newton:
Cerchiamo musicisti che si mettano in gioco mercoledì 13 gennaio.
MARINO JOSE MALAGNINO, musicista pugliese, sarà alla Mela per “suonare dei musicisti”. Trovate info sul suo progetto qui: www.nuovamusicarurale.it.
Scriveteci a circolo.mela[at]gmail.com
Ciao Vancouver, ora Winter Dies In June
Dicembre 28, 2009
La stasi, riscontri che tardavano ad arrivare… e addio Vancouver. La band parmigiana che tanti successi avrebbe meritato riparte da nuove canzoni, una line up ritoccata (Filippo “Cianzo” Bergonzi ex Pecksniff in luogo di Lorenzo Pietralunga) e un nuovo nome: ora sono Winter Dies In June, moniker emo90s-oriented che piacerebbe a Ben Gibbard, una registrazione in acustico su myspace e tre date di warm up fissate dalle loro parti, il 23 gennaio al Taun di Fidenza, il 30 gennaio al Bebop di Felino e il 12 febbraio all’Onirica nel capoluogo. In bocca al lupo ad Alain Marenghi, Nicola Rossi, Marco Berciga, Luca Ori e appunto Filippo Bergonzi, vedremo di starvi vicini…
Marti, il video del nuovo singolo
Dicembre 28, 2009
In dirittura d’arrivo per la pubblicazione del nuovo disco “Better mistakes”, la band genovese di Andrea Bruschi sta anche per aggiornare il sito ufficiale con materiale dall’album -etichetta F.O.D. Records- parcellizzato a cadenza settimanale. E’ subito la volta del videoclip che promuove il brano The price we pay nella doppia versione inglese e italiana (Per pochi attimi) diretta rispettivamente da Jansen e Basile:
The Banshee a Londra, nuovo progetto
Dicembre 27, 2009
I genovesi da tempo nella capitale britannica hanno dato vita a una nuova struttura musicale, chiamata King Antics. Ne fanno parte Jago, Nico e Fish: le prime date live sono previste per il 27 gennaio al Dublin Castle e il 10 marzo al Club Fandango c/o 229.
2Pigeons, integrazione con una fava
Dicembre 27, 2009
L’icona prima di tutto. Sulla copertina di “Land” (terra, nel senso di landing, atterraggio su un pianeta), due astronauti di nazioni e sessi diversi si scambiano un segno di pace: le stelle rosse d’oltrecortina -o di oltre Adriatico- e le borchie occidentali perdono all’istante valore, la tastiera albanese che si staglia sullo stemma di spighe indica l’argomento dell’intesa. 2 Pigeons escono l’8 gennaio per La Fabbrica con uno dei primi dischi della nuova decade. Di prosperità?
Conseguito il successo al Demo Award durante il MEI -e messo in cantiere un congruo numero di date dal vivo fra scat e sporcizia sonora, Kole Laca (già negli East Rodeo) e Chiara Castello (ex voce di Museo Kabikoff) imbastiscono la prima raccolta di inediti su lunga distanza, fondati sulla sintesi virtuosa di urban jazz, downtempo, modernità e sperimentazione tesa a conciliare gli apparenti opposti: elettronica e calore, macchine e interpretazione soul, Sheila Chandra e ragtime, come solo le avanguardie interrazziali di Blue Note possono fare…
APPALOOSA
Dicembre 26, 2009
This area is dedicated to all operators, distributors, booking agents, attendance, listeners who come to this page from abroad. Every 5 days I’ll be introducing a couple of artists or bands, one English-speaking, the other Italian-speaking (for those who understand our language) or instrumental. If you are interested in distributing their work, making them play, buying their cds, here you’ve got all the info you need. Subscribe feed rss to be updated in real time.
Lounge, (p-)funk, math, postpunk, synth groove… think ironic Battles in 1999, signing for a floyd-ish Thrill Jockey: you’ll maybe get these Leghorn squad, which latest “Savana” confirm all the impressions of “Non posso stare senza di te”, developing them in a loud jazzrock panorama. Fairly produced by Giulio Favero, Appaloosa insert a drum machine beside the natural one to get more broken rhythms as in the best indie-electro-wave European acts, a liquid trip told to be magnificent in gigs.
MP3: “Mons Royal Rumble”
MYSPACE
CD Savana (Urtovox 2009)
DISTRIBUTION Audioglobe
BOOKING Locusta









