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Thousands Millions,vinile con Tannen Recs

Febbraio 28, 2010

Dal sito della label veronese:

“Siamo fieri di annunciarvi che la produzione in vinile 180 grammi della serie gialla continua con i Thousands Millions, gruppo leccese trapiantato a Bologna, in uscita in primavera con un disco pop rock fresco e raffinato. Sonorità che spaziano tra Phoenix e The Thermals. Fatevi un’idea cliccando qui

BAD(LOVE)EXPERIENCE

Febbraio 28, 2010

bad love experience

We are we are we are mods! Let’s namedrop beat generation, Kinks, Strokes, smell of youth spirit, power pop, hammond groove, new Brit generation, recent Leghorn exploitation, Snaporaz, Small Faces, vintage jeans more than narrow ties, harbour docks, highway radio broadcast… produced by Justin Perkins, these Tuscan dudes play a cameo in latest Virzi’s movie, starring as a beatnik band (also in the OST). Not the usual post-club Britty band, definitely: on May 26th live at Liverpool’s IPO!
MP3: “21st century boy
MYSPACE
CD Rainy days (Tannen/Mabel/Inconsapevole 2009)
DISTRIBUTION Audioglobe
BOOKING info@otistours.com

BEAUCOUP FISH

Febbraio 28, 2010

beaucoupfish

British harmony, Italian melody: as in a transfiguration of Coldplay, Beaucoup Fish endorse Matteo Gosi’s musical voice to talk about personal events, a massive pop form which looks fit to invade radio airplay. Well produced and focused on escape and imperfection, “Lascio tutto” is a likely mature Italian album, made for adult and young people, sincere and tasteful from the 1st track to the last: it deserves to be discovered by everyone who understands Italian language and loves universal easy listening.
MP3: “Teen
MYSPACE
CD Lascio tutto (Melunera 2009)
DISTRIBUTION Venus
BOOKING
booking@upragency.com

manzOni

Febbraio 28, 2010

Può suscitare ilarità il conio di Divisione Futuro applicato ai manzOni, come se il frontman non avesse 56 anni e il progetto non nascesse da macerie di una gloria virtuale. Ma se ce l’ha fatta tardi Susan Boyle, perché non Gigi Tenca, che come donna è molto più bello? Prima, molto prima, c’erano i Maladives: tappe bruciate, la vittoria a Rock Targato Italia 2000 quando ancora forse contava qualcosa, poi improvvisamente splittati proprio mentre altrove il modello di liriche fuorvianti e tempeste di chitarra à la Sonic Youth e Mogwai stava prendendo piede fuori dall’orbita Massimo Volume.

Nuova la line-up, con l’ingresso di Fiorenzo Fuolega e Ummer Freguia a supportare i membri storici Emilio Veronese e Carlo Trevisan; inedito lo schieramento senza basso, con i chitarristi ad alternarsi al seggiolino delle pelli, e una loop machine quale variabile non impazzita. Il resto ce lo mette sempre lui, Gigi Tenca, magnetico attore-reader-interprete-centro di gravità gravosa che grava e gravita sotto il peso della propria vita, un Aidan Moffat lagunare cui basta sostituire la vocale finale del cognome per trasformarlo in cantautore dall’esito noto. Al momento manzOni sono otto brani registrati, qualche sporadico live prima del lancio in due stadi -primavera e autunno, è musica equinoziale- e, chissà, l’interesse di coloro cui Le Luci Della Centrale Elettrica e Moltheni non sono certo indifferenti.

Cosa ci sarà è tipico suo pseudocantato che spezza le sillabe. Poche note e per lo più in loop: pianti senza lacrime come questa canzone, Gigi è stonato ma importa quello che dice non come, per chi lo conosce appare reduce dai modi di un decennio fa. Ma le nuvole sul Sessantotto e la voce che scompare sotto il diluvio shoegaze sono distintivi. Maria, pesante cronaca gigitenchiana in ritratto, scorticata come baco da murazzo in pietra d’Istria, fenditura nella diga dove s’infilano topi e bottiglie vuote. Scappi la più bella, adulta, consapevole, ricordo passato di un uomo vecchio, infinito. L’ancestrale amore per le piante, per i particolari, tutto 100% Maladives. Per qualcuno un deja vu, per altri una folgorazione: “se la vuoi, è qua”. Tu sai: loop e sforzo, tormento vocale, urla dell’uomo messo all’angolo, drumming astringente del neofita, chitarrismo sonico che si sovrappone (quattro i mezzi impiegati). “Chiedi chi erano i Maladives”, li ritrovi tutti qua dentro, e in Anna secondo estratto, secondo ritratto: la forma più easy delle chitarre leggere e classic pop dissimula contenuto del consueto tenore. “Non hai mai un pensiero dolce e positivo”, lo accusò bonariamente un collega locale. Ora che ha più anni e meno voce, Tenca non ha nemmeno più il motivo di cercarlo, quel pensiero, nelle biografie altrui. Ray Moon via di tremolo abbestia, malinconia di neve da dietro ai vetri. “Ho saputo che ora stai bene, me l’han detto in coro la luna, un rhum e Nick Cave”, spazzolini dimenticati nel trasloco (cfr. Defonseca?) e profumi che vengono spruzzati per traviare l’assenza, la tragedia di marmo che cammina sempre più minacciosa sulla tempesta di feedback. Catarsi che trova conferma nella necessaria Scrivo, ovvero il manifesto che parzialmente smentisce, negli intenti, il dubbio di cui sopra, per poi autosmentirsi a sua volta. Il testo andrebbe riportato per intero e interiorizzato prima di ascoltare qualsiasi altro brano di manzOni, quasi otto minuti di “ho scritto d’amori perduti, voglio liberarmene, d’amore non voglio più scrivere, sono stanco di immaginare la mia morte, di morte non voglio più scrivere, sono stanco di scrivere di ideali sconfitti e mancate vittorie, sono stanco di scrivere con le lacrime, voglio scrivere con il sorriso di colori che non siano il nero”… pedante conferma per pochi utenti (Dolce estate, Non ho bisogno di te), novità assoluta per gli altri, ad ogni sostantivo il suo colore e un urlo, stream of consciousness del più tetro dolore mentre chitarre e loop si sfaldano postrock come nuclearizzate alle fondamenta. Infine Sale, “di fiori di frutti e di nient’altro”, recitava all’incirca una vecchia locandina dei Maladives: è uno spoken word molto vicino alla melodia, sul modello di Brizzi coi Numero6, solo che dietro e spesso davanti ai testi iperrealisti e privi di soverchie suggestioni che non siano immediatamente fotografiche presenta suoni aguzzi, rock senza apposizioni, votate a creare il pathos per la liberazione del frontman (da se stesso, direbbe Scrivo) quale struttura standard. Non cercate eccessivi metri di paragone: ora come allora, non ci sono.


Canadians, anteprima su Postino Indie!

Febbraio 27, 2010

Dalla premiata joint venture Italian Embassy – Postino Indie, per la prima volta una band di rilievo nel panorama italiano, i Canadians, si serve della sua capiente mailing list di 2300 iscritti, per presentare in anteprima assoluta un brano dal nuovo disco “The fall of 1960″ (che uscità il 9 aprile per Ghost Records): certi di raggiungere in tempo reale un così elevato numero di ascoltatori, i veronesi hanno preferito questa modalità ancora innovativa, creando così un precedente che può indicare una strada nuova ad altri artisti ed etichette.

photo3lo

La scelta è caduta su The richest dumbass in the world, pezzo dal contagio immediato che vi porterà a schiacciare diverse volte il repeat, a improvvisare balletti davanti la webcam modello Felice Caccamo come ha fatto l’editor di Italian Embassy: un singolo coi fiocchi e i controfiocchi dal potenziale bomba, sportivo e unisex come se ne ascoltano pochi non solo in Italia. La tradizionale struttura college di chitarre ruggenti e tastierone si avvale di una carica vibrante fin dall’avvio, pronta a esplodere in prossimità del refrain: e non ci sarà niente di più logico, alla fine della canzone, di sentirsi gli scemi più ricchi del mondo.

Se vuoi ascoltarla in anteprima assoluta non devi far altro che scrivere al Postino Indie! postaindie@gmail.com e lo avrai nella tua casella postale senza dover fare altro :)

Lettera32, frames da prima repubblica

Febbraio 26, 2010

Il presente è quello che è, prìncipi e non princìpi. Il futuro è un’incognita o una palla. Allora perché, si è chiesto Daniele Carretti (chitarrista degli Offlaga Disco Pax e intestatario del progetto Magpie), non dare finalmente vita a Sussidiaria, etichetta manuale che stampa 32 copie numerate dei primi due lavori di Lettera32 -come a dire se stesso- e ne condivide lo streaming e la fruizione su Bandcamp? E così sia, scelto il font d’anteguerra tutto è peculiare.

CartolinaL32

Cinque tracce per ogni EP, palesi rimandi all’epoca precedente al boom, quella mirabilmente raccolta da Gian Antonio Stella nel “Maestro magro” e capace di parlare la mistica della fabbrica a un’etica da sartine: “visioni strumentali, ripetitive e al limite della noia, un po’ come il ripetersi delle vicissitudini del nostro paese”… E giù si annunciano successive uscite, tra cui un’altra cinquina di cover italiane al femminile.

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M.A.M, It’s the Beat (Cosenza), 18.2.10

Febbraio 26, 2010

L’ambasciatore non poteva essere a Cosenza per il live dei My Awesome Mixtape alla serata It’s The Beat del giovedì, ma accoglie volentieri Ester Apa di Radio Ciroma che dell’evento racconta in maniera appassionata, documentando epifanie come scintille di presente progressivo.

Fa un freddo cane. Una delle settimane meno miti di un inverno che straccia da queste parti strade e montagne, con voragini che ti mostrano il sostrato peggiore delle carreggiate e pioggia a catinelle che non rimanda nemmeno lontanamente al paesaggio innevato da cartolina di vacanze a Sestriere. La réclame di dimensioni non proprio microscopiche che benedice la fiancata laterale del viottolo che porta al Duomo di Cosenza raffigurante volto e chioma di Maolo Torreggiani è indicazione stradale sufficiente a capire che stasera in città torneranno i My Awesome Mixtape ed è una benedizione visto che l’unica immagine e frastuono che ti tritura la mente da un paio di giorni a questa parte con conseguente necessità di Maalox o Guttalax (a seconda delle urgenze personali) è la Clerici che indossa un abito blu elettrico che le strizza testa e attributi. E’ bene chiarire due o tre cose per non essere frantesi quando si parla dei My Awesome Mixtape prima e dopo “My lonely and sad Waterloo”: punto primo, l’epiteto “Bologna geek dancer”, la vicinanza epidermica con il vascello dai colori pastello di Anticon attribuita all’enfant prodige dell’indie italiano ha limitato e non di poco la portata musicale del suo debutto. Secondo, lo spazio musicale confinato in un’angusta cameretta è un modo crudele per definire una scrittura che ha una forte componente emozionale ed è fuorviante nel caso di un musicista che inizia a comporre non proprio con l’idea di prendere la Casio con cui faceva gli esercizi alle scuole medie e tirarla fuori sul palco. Terzo, Maolo Torreggiani non è più un adolescente ammesso che lo sia mai stato. Declinate le misure precauzionali è possibile guardare e sentire nel migliore dei modi il set a tre -con Torreggiani arrivano Andrea Mancin e Andrea Suriani- che i MAM regalano generosamente ad un bastimento granitico di pubblico accorso in grandi quantità al richiamo del Caronte-Nirta per questa quinta serata cosentina di It’s the Beat. Via il sipario dunque con la sad-song dal ritmo furioso e il cuore straziato, affresco che sbrana buoni sentimenti e libera spettri di solitudine per esorcizzare il cattivo passato: Family portrait. L’elogio della sconfitta, il reale mi dà l’asma, Nietzsche con il suo Io, il Super Io, l’Es: tutti e tre delusi e in fuga da pena insuperabile. Concentrano idee bastevoli per 280 minuti e colpiscono con una scrittura non convenzionale e luminosa. Evidenzino il grado di contaminazione e la capacità di superamento dei confini del sostrato indie-rock dimostrando una tenuta melodica e una padronanza ritmica tutto tranne che trascurabile, piazzando come se nulla fosse ritornelli killer in desolanti strofe tra malinconia ed emozioni desertiche. Non basta ascoltare i dischi giusti o imbottirsi le orecchie di buone cose per tirare fuori pezzi da one hit wonder come Me and the washing machine. Pur lavorando di sottrazione rispetto alle declinazioni musicali, ibrido di elettronica, percussioni miste, beat, archi, fiati e voci a cappella che vivificano “How could a village turn into a town” riescono a coprire l’intera gamma di colori delle nuove composizioni. Soluzioni pertinenti che alternano cadenze rallentate, con drumming climax, un mirabile lavoro su tastiere elaborate, che eludono spogli quattro quarti e accorgimenti vocali che dimostrano consapevolezza maggiore nei mezzi posseduti. Se un comune denominatore esiste, è da rintracciare nella dimestichezza del gruppo con la forma-canzone contemporanea. Fanno bene a sputtanare l’Italia e a dirci che siamo il terzo mondo culturale di un’Europa sensata, che non si sentono rappresentati da un coglione al Governo che esulta a vederci rantolare nel fango, che il DIY è tutt’altra pratica che quella di confezionarsi amabili cassettine fatte in casa e che non c’è nulla da obiettare se si individua quella come attitudine artigianale. Poi arriva il “Massacro del giorno di San Valentino” ed è una goduria di sensi e di spiriti immaginativi. Il futuro dal Belpaese non passerà solo da qui, ma speriamo che passi anche da qui e crederci mentre torni in macchina, accendi lo stereo e ascolti voci urticanti che vorrebbero spacciarti sudiciume come il miglior tributo alla nuova canzone italiana, rende certamente un po’ più felici. Contaminazioni, electro e oppioidi. I My Awesome Mixtape non stanno nel loro piccolo, vogliono conquistare il mondo e oggi non fanno prigionieri.

maolo cosenza

mancho cosenza

“Cremonapalloza”, il portale di là

Febbraio 26, 2010

Grazie all’ottimo Reddkaa scopre Cremonapalloza, sapido calembour per buon portale sulla scena cremonese: schede, report, festivalini, mutuo aiuto. Big up!

Rock In Rolo, il contest

Febbraio 25, 2010

Rock in Rolo, la ONLUS più giovane della provincia di Reggio Emilia presenta: indìce il contest Rock In Rolo Contest 2010 .

IL BANDO

1.PARTECIPAZIONE:
Il concorso è aperto a tutti gli artisti o gruppi che facciano qualsiasi tipo di genere ruoti attorno al rock. Sono escluse tutte le produzioni discografiche realizzate da major o da loro etichette. Non possono partecipare i gruppi che abbiano già partecipato alla finale del concorso gli anniprecedenti.

2.MODALITA’ DI ISCRIZIONE E MATERIALI RICHIESTI:
Visita www.rockinrolo.it e scarica il modulo di iscrizione da inviare – entro il 18 aprile 2010 – alla email concorso@rockinrolo.it allegando il seguente materiale:

  • · 3 brani originali (no cover) in formato mp3 oppure ogg;
  • · 1 Biografia;
  • · 1 scheda tecnica;
  • · 1 foto del gruppo:

L’iscrizione non verrà accettata se prima non verrà compilato il modulo all’indirizzo
http://www.rockinrolo.it/index.php/bando/modulo/

L’ISCRIZIONE È GRATUITA

3.MODALITA` DI SELEZIONE:
La commissione d’ascolto Rock in Rolo selezionerà, tramite l’ascolto dei brani inviati, i gruppi cheparteciperanno alla finale del venerdì sera.

Venerdì 2 luglio 2010
In questa serata quattro band si sfideranno in una selezione live sul palco. Le performance live avranno una durata compresa tra un minimo di 20 e un massimo di 25 minuti. Le band verranno poi valutate da una giuria selezionata di esperti del settore.

4.PREMI:
Premio dato da uno dei nostri sponsor tecnici.
La natura del premio verrà definita in un secondo momento e comunicata via mail o telefono alle band selezionate.

SCADENZA: 18 aprile 2010
ISCRIZIONE GRATUITA


STORIA DEL CONTEST

Il contest per band emergenti ha riscosso sempre più successo negli anni vedendo crescer il numero di band iscritte e quindi la qualità delle band finaliste, dal nostro canto abbiamo saputo fornire una giuria di provata esperenzia, nel 2009 la giuria era composta da Nicola Bonardi (Hukapan, Radio Onda d’Urto), Gianluca Giusti (Trovarobato, Audiocoop e MEI Meeting Etichette Indipendenti), Sara Scheggia (La Repubblica Bologna) e capitanata dal presidente di giuria Enrico Veronese (Blow Up, Italian Embassy).

Siamo quindi felici e orgogliosi che gruppi passati per il Rock in Rolo Contest stiano crescendo e riscuotendo sempre più successo a livello nazionale.

Ne sono un esempio i Nena & The Superyeahs, band finalista di Rock in Rolo Festival, ha vinto MTV Soundwave concorso televisivo di MTV Italia e Coca Cola in collaborazione con la Sugar Records di Caterina Caselli (etichetta che pubblica Elisa, Bocelli, Negramaro).

La band bergamasca ha quindi gudagnato un contratto con la Sugar Records e un posto sul mitico palco romano di San Giovanni in Laterano che ha ospitato anche quest anno il Coca Cola Live @ MTV. I ragazzi hanno aperto ad artisti come The Cure, John Legend, Giuliano Palma and the Bluebeaters.
Questo successo è la coronazione di un’estate che, oltre alla partecipazione alla nostra manifestazione, ha portato i Superyeahs ad esibirsi ad Ypsigrock aprendo agli Art Brut e a vincere l’Heineken Jammin Festival contest.

Tra gli altri si sono fatti spazio nel panorama della musica emergente italiana: i romani Lemmings, la cui identità compositiva ed artistica è sicuramente non convenzionale e poco “inquadrabile”, che stanno collezionando un considerevole numero di apparizioni e hanno concluso da poco il progetto del loro primo album d’esordio presentandolo al dopofestival di Sanremo curato da YouDem.tv, e i Freakout, approdati per due settimane consecutive nella Top Ten di Trl (Mtv Italia).

Ultimi, solo in ordine di tempo, vincitori del Contest 2009 sono i My Speaking Shoes: i quattro ragazzi di Sassuolo sono al loro secondo EP e sono stati più volte ospiti di RockTV.

ROCK IN ROLO ONLUS
Rock in Rolo, associazione di volontariato ONLUS nata dalla Onlus Roloinfesta nel 2009, nel corso degli anni ha organizzato molti eventi nel territorio curando iniziative di aggregazione giovanile durante le feste di paese, realizzando l’attualizzazione della stazione dei treni del paese per conto di RFI e dando spazio più volte durante l’anno a tutta quella cultura che solitamente viene nascosta solo perché non ha un grande potere di mercato.

Chiedendoci cosa può significare per i giovani di oggi produrre materiale cultural-artistico originale, abbiamo deciso di organizzare un evento di musica e riflessione partendo da una considerazione molto semplice: la cultura emergente può esprimersi e crescere solo se ha spazi adeguati.

fromSCRATCH! Fest,Firenze 12-13 marzo

Febbraio 25, 2010

FromScratch fa festa. L’etichetta toscana assieme ad Arci Firenze organizza all’Exfila una due giorni di musica, visuals e performance elettro-acustiche. Nel corso dei 7 anni di attività fromScratch ha molestato la scena italiana con produzioni che hanno spaziato dal noise al folk, passando per avant-rock, l’impro, l’out-pop fino al jazz-core. In molti casi dando supporto ad artisti esordienti, divenuti negli anni delle realtà della scena italiana più rumorosa e pazzoide (come nel caso dei Neo, Miranda, Amavo, Lush Rimbaud, Gioacchino Turù e Vanessa V., Pentolino), in altri producendo artisti già noti (come Luca Mai e Massimo pupillo degli Zu, gli Enfance Rouge e Geoff Farina dei Karate).

Il 12 e 13 marzo 2010, fromScratch porterà all’Exfila una collettiva con alcuni degli artisti visuali con cui nel corso degli anni ha collaborato e 8 diverse bands che suoneranno live. Il pubblico sarà omaggiato con due diverse compilations – una per ciascuna serata – retrospettive delle produzioni Fromscratch. Nel corso delle serate proiezioni e dj set.

FromScratchfest è organizzato con la media partnership di Novaradio Città Futura di Firenze, Blow Up, Italian Embassy.

ingresso soci arci:
3€ fino alle h. 22 (solo fino alle 22 cd compilation fromScratch in omaggio)
5€ dopo le h. 22

LOCATION

Exfila club è in via mons leto casini 11, Firenze (alle spalle dell’Esselunga di via del Gignoro)

PROGRAMMA

venerdì 12 marzo

h. 19 aperitivo e inaugurazione collettiva, a seguire performance audiovisual di N. Villani e A. Vocino
h. 22 inizio concerti:
Uber

Pentolino’s Orchestra
Giocchino Turù e Vanessa V.
Miranda

sabato 13 marzo

h. 19 aperitivo e performance “pedala-pedali” di Palazzo palazzi
h. 22 inizio concerti:
Drunk explosion

Neo
Amavo
Lush Rimbaud

WEB:

www.fromscratch.it

www.myspace.com/fromscratchrecords

www.arcifirenze.it

www.exfila.it

www.myspace.com/exfila

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