Tempelhof, lo streaming integrale e…
Marzo 31, 2010
Per la seconda volta in poco tempo, Italian Embassy ospita un intero disco -indipendente, italiano, ça va sans dire- in streaming integrale. L’iniziativa e il piacere riguardano i mantovani Tempelhof, alla prima uscita su lunga distanza, edita dall’etichetta inglese Distraction Records e ora anche in Italia. “We were non there from the beginning, we won’t be there for the end”si ispira al “Pasto nudo” di Burroughs, e lo potranno ottenere in cd i primi due lettori che invieranno il proprio indirizzo fisico al mail account ja.lapress@gmail.com
Paolo Mazzacani e Luciano Ermondi hanno dato vita al progetto dopo un viaggio a Berlino -dall’aeroporto tedesco mutuano il moniker per presentarsi- e convergono su un discorso musicale prettamente registico: dal vivo infatti lo spettacolo consiste nella sonorizzazione di una serie di filmati risalenti all’era Lumière, in dotazione alla Cineteca di Bologna. Della “Camera dell’Alieno” si possono osservare frammenti qui e qui, il disco invece va di pari passo con le parole dell’embasseur.
LE-LI, come natura crea
Marzo 30, 2010
Come cambiano le cose. Il debutto degli emiliani LE-LI, “Music’s not for grownups”, aveva sollevato speranze per l’avvenire ma intanto iscriveva il duo in un intorno pieno di giocattoli a quadretti e di respiri ancora da costruire in quanto a canzone pop credibili. Il franco ritorno “My life on a pear tree”, sempre per i tipi di Garrincha Dischi, è sbocciato come lo si aspettava -folkpop birichino e coltivato- facendo compitamente ciò che gli si chiedeva, e ora uscirà in aprile.
La rivoluzione copernicana ha come complice il contributo dei vari Grazian, Manzan, Petruzzi (33ore), Canè (Mariposa), ma soprattutto una scrittura intelligente, adulta, sensibile e filologica. God help the girl! E lei si aiuta con la produzione artistica di Matteo Romagnoli, il boss di Garrincha che collabora anche suonando svariati strumenti, mentre Elisa “Leli” de Munari si barda di contrabbasso, dilruba, sitar, harmonium…
MARGARETH
Marzo 29, 2010
Our beloved folkpop. Herman Dune, Belle And Sebastian, Elliott Smith… this list could go on by adding Venice-based Margareth, recently signed to smart Macaco Records label. Clear songwriting, the right voice, unusual chords and a freeride Americana spirit are their skills, with Calexico-alike brass. Graceful pop for shy listeners, an international homemade product which has the strength to make its lovers wonder.
MP3: “Mad man’s poem”
WEBSITE
CD White lines (Macaco Records 2010)
DISTRIBUTION Audioglobe
WEBSITE booking@macacorecords.com
BANCALE
Marzo 29, 2010
A blues for hard times. Lethargic elegy about job loss, obscure moaning such as a Matt Elliott’s tune reverbered lo-fi: Bancale comes from Bergamo, play rotten metal tin cans instead of drums, and proposes itself as lyricist and musicians without compromise against contemporary society. If you like Bachi Da Pietra, roots poetry, rough prewar sound, industrial mood, you’ll find Bancale very attractive: free download!MP3: “Crinale”
WEBSITE
CD s/t (Fumaio Records 2008)
DISTRIBUTION by band’s site
BOOKING concerti@ilbancale.com
Afterhours a teatro, clip senza orrori
Marzo 28, 2010
Si annuncia davvero interessante la tournée teatrale degli Afterhours nei teatri. Il blog Stereogram curato da Emiliano Colasanti illustra con alcuni clip la presenza di Xabier Iriondo (sì proprio lui) e di Antonio Rezza, oltre all’autentica teatralità sul palco, compresa una cover del povero Sparklehorse.
-Less, compila di Zelle ArteContemporanea
Marzo 27, 2010
OUT NOW ! MARCH 2010
||||||||||||||||||
- LESS
||||||||||||||||||
THE FIRST COMPILATION CURATED BY
ZELLE ARTE CONTEMPORANEA
WITH: Canecapovolto, Dither Craf, Mariae Nascenti, Giampiero Riggio, Chewing Magnetic Tape, South China, Marc Manning, Corpoparassita, Ornitology, Blurry Demons, Selaxon Lutberg, We wait for the snow,
Animental, Nukuttaa & Claudio Cataldi, Kiro
FREE LISTENING
http://zelleartecontemporanea.bandcamp.com/
YOUTUBE PROMO
http://www.youtube.com/watch?v=xcEzigSLuuk
ORDER YOUR COPY AT:
Zelle Arte Contemporanea
www.zelle.it – zelle@zelle.it
(4,00 € shipping costs included)
RomaPopFest, Mads, 4-5-6 marzo 2010
Marzo 26, 2010
Ay que dolor in ambasciata non poter presenziare all’evento pop dell’anno italiano, il Roma Pop Fest, fissato proprio nei giorni di massimo impegno relativamente a un incarico. Un tal profluvio di talenti e colore non poteva comunque restare inevaso, così nell’etica del mirror Italian Embassy fa proprio il report di Nur Al Habash, una delle tre organizzatrici sotto l’insegna Frigopop!, che in un doppio link ha raccontato il perché e il percome della riuscita kermesse capitolina.
Al termine, qualche mia considerazione sul live dei Carpacho! a Chioggialab del 19 marzo scorso, nella sagra dei punti esclamativi dopo il nome.
(enver)
“Ci abbiamo messo più di una settimana, ma alla fine ci siamo riprese da quella tempesta di musica e sudore che è stata il nostro ROMAPOPFEST.
Inutile dirlo per chi c’era, ma il bilancio è stato stra-positivo: 700 persone in tre giorni non ce le aspettavamo proprio, e cogliamo l’occasione per ringraziare tutti quelli che son venuti, hanno ascoltato e ballato, hanno bevuto e si son divetiti assieme a noi.
Ci avevamo lavorato tanto: prima la scelta e le trattative coi gruppi, poi il mastodontico lavoro di promozione, per non parlare dell’allestimento e di tutte le questioni squisitamente tecniche, ma alla fine ce l’abbiamo fatta ed ora che è passata possiamo dire che ne è davvero valsa la pena!
Per chi non c’era quindi, raccontiamo un po’ com’è andata…
La prima serata ha visto sul palco tre band tra le nostre preferite: primi sono stati i romani La Calle Mojada. I ragazzi erano carichi e affiatati come al solito, e con il loro shoegaze interstellare hanno inondato le pareti del Mads di pop sporco e sognante prima di volare via per un breve ma intenso tour spagnolo.
Subito dopo, hanno preso possesso del palco i frizzanti Jules not Jude. Da Brescia con ardore, i ragazzi non stavano nella pelle già settimane prima del fest, e tutta quella carica è stata riversata sul palco per un live tirato e preciso che mai ci saremmo aspettate da dei super-debuttanti: i pezzi dell’ep Cloud Of Fish suonano bene dal vivo, e i pantaloni rossi e strettissimi di Simone rimarranno nei nostri cuori per anni!
A fine serata, è poi venuto il momento dei nostri beniamini, i Fitness Forever.
Per l’occasione, presentavano un live in costume e con batteria elettronica: una autentica bomba! I pezzi nuovi sono bel.lis.si.mi e, tra una considerazione e l’altra circa le parrucche, il trucco e i costumi, ci siamo anche accorte che questo tocco elettronico dona particolarmente alla band campana, e speriamo quindi che continuino in questa direzione, ché li rende decisamente più morbidi e precisi.
La seconda serata, che vedeva protagonisti sul palco Vinegar Socks, The Lodger e Carpacho!, ha visto anche un’ondata impressionante di gente sgomitare nel Mads, al punto che pensavamo che se la sera seguente fossero entrate anche 50 persone in più saremmo scoppiati tutti (poi ne sono entrate quasi 200 in più, e infatti è andata a finire nel delirio. So solo che a fine serata io mi ero fatta una doccia di Jagermeister e baciavo persone a caso).
A parte questi e altri piccoli aneddoti che custodiamo gelosamente per quando saremo famose e ci chiederanno i retroscena di quella volta che, vi diciamo che le band del Venerdì sera hanno.spaccato.tutto.
I Vinegar Socks saranno anche dei newcomers ma hanno già una presenza scenica e un suono da veterani. Paolo e Jordan hanno incantato il pubblico (soprattutto quello femminile, diciamolo), con un folk a tratti oscuro e a tratti pop-bucolico, e tutto quel che sappiamo è che alla fine ne volevamo ancora! Hanno lasciato il Mads con uno stuolo di nuovi fans e gli auguriamo per questo tanta tanta fortuna.
A seguire, direttamente dalla grigia Leeds, i Lodger!
Dopo averli scarrozzati il giorno prima in un giro turistico dei più veloci ed estenuanti (Colosseo, Fori, Altaredellapatria, FontanadiTrevi, Spagna, SanPietro) i ragazzi erano un po’ stremati dagli smodati ritmi romani, e si ostinavano ancora a voler cenare alle 18.30. A parte questo, bisogna dire che anche loro ce l’hanno messa tutta sul nostro palco, presentando molti dei pezzi del nuovo album e vendendo poi moltissimi cd e 7”, per la gioia del nostro banchetto.
I veri eroi della serata però, bisogna ammetterlo, sono stati i Carpacho.
Già annunciati come dei novelli lazzari (tu, morto! alzati e cammina!) i ragazzi stavolta sono tornati per rimanere (o almeno lo speriamo con tutto il cuore).
Un paio di giorni per preparare un live finora diviso dallo stretto della manica et voilà, la nuova formazione e i nuovi pezzi hanno funzionato a meraviglia (potete vedere qualche video amatoriale qui). Il publico era bollente, loro carichissimi, noi soddisfatte.
Tra i grandi classici (c.a.r.p.a.c.h.o.!) e i nuovi gioiellini dell’ep L’Oracolo e il Fardello, il concerto è scivolato via benissimo chiudendo nel migliore dei modi una seconda, splendida serata.
Niente a che vedere però, con la terza serata.
L’atmosfera era quella di un gigante, magnifico, scatenato, party.
Il Mads come al solito pieno di lucine, palloncini, illustrazioni e pannelli decorativi (rimandiamo al nostro flickr per tutte le foto, che verranno caricate pian pianino) e un miliardo di milioni di persone lì per divertirsi, ascoltare musica e fare casino.
Partiti in pompa magna con gli adorabili Jacqueries, freschi di ep su 24, che hanno deliziato tutti con il loro indierock vecchio stile nonostante loro di vecchio avessero forse solo le chitarre, si è continuato in un crescendo spettacolare con gli A Classic Education.
Il pubblico era attento ed ammucchiato davanti neon e palloncini, e i ragazzi hanno fatto di tutto per tenerli incollati a chitarra a glock, e possiamo ben dire che ci sono riusciti alla grande. Tutti i pezzi di Lover/Lover spaccavano e tutto quel che ci sentiamo di commentare al riguardo è: ve l’avevamo detto!!
Non ci vogliono molti commenti per il pazzesco live dei My Awesome Mixtape.
Una. Bomba.
I ragazzi hanno infiammato un pubblico numerosissimo con un set con batteria (vera!) originale e ballabilissimo. Mancava solamente un crowd surfing come Dio comanda e poi ci sarebbe stato veramente tutto.
Tiratissimi come al solito, orfani di un trombettista tornato di corsa a Bologna per motivi comprensibili (l’amour c’est l’amour!), ma non per questo meno affiatati o carichi.
Un concerto memorabile, di quelli che ci ricorderemo anche tra dieci anni. Amen.
Vorremmo infine ancora una volta ringraziare tutti quelli che sono venuti a fare festa con noi, tutti quelli che ci hanno supportato e sopportato, i fotografi, i cameraman e i dj, e tutti quelli che hanno lavorato insieme a noi per questo festival fenomenale.
Ci siamo divertite, abbiamo spaccato, e il prossimo anno faremo ancora di più!
G.R.A.Z.I.E.”

Giusto due settimane dopo, i Carpacho! sono saliti a Chioggialab per una data fortemente voluta, a costo di stravolgere quasi il consueto giorno di programmazione (venerdì anziché sabato). I romani nel frattempo si sono divisi per metà a Londra, sono diventati sei e hanno rivoluzionato l’organico della band: col nucleo di Marco Catani, Daniele “Little P.” Bova e Isidoro Galatro, le new entry Matteo Manni alla chitarra, Pasquale Citera all’apparato di tastiere ed Emanuele Sterbini al basso.
I Carpacho! sono le loro canzoni, sono la voce di Marco che si staglia fin troppo squillante su un discreto muro di suono, pare stonare quando poi trova il filo giusto a distanza di pochi secondi. I Carpacho! sono fan arrivati da lontano, amici casual e giovanotte che per la prima volta, apposta, mettono piede allo spazio sociale. I Carpacho! sarebbero mainstream in un’altra Italia pop, sono chi stende queste note quando interpretano Sensazionale e Il reale mi dà l’asma, battute su Nathan Falco Briatore e dediche para-amministrative. Immedesimarsi e identificarsi è facile per i dandy di periferia che ondeggiano consapevoli, proprio ora che “I mistici dell’occidente” ci fa di nuovo provare amore per ciò che in fondo amiamo essere: e i Carpacho! l’hanno capito benissimo, non da ora. Certo, perfettibili dal vivo dopo che si sono riassestati e hanno ripreso sì a scrivere ma ancora non a suonare molto in giro -ricordo tuttavia ottime performance a Milano e Roma, la loro presunta ultima prima del comeback non annunciato- ma di sicuro è gente che ha qualcosa da dire e in un modo importante, come se fosse cosa da poco. In quanto a noi, siamo gli stessi di dieci anni fa.
Gripweed, secondo scienza e Cosenza
Marzo 26, 2010
Accanto alla naturale produzione in proprio dei contenuti, ultimamente Italian Embassy si presta volentieri ad essere specchio di iniziative promozionali pubblicate dai siti ufficiali di artisti ed etichette ad altri portali con cui si riscontra sintonia di valori e qualità. Nel considerare i vari contesti italici, è risaputo che Cosenza esprime una posizione di livello per quanto isolata rispetto al resto della media meridionale: se l’attività del Partyzan ne è il faro, idee come 2bePOP amplificano la luce, e le si adotta.
Lo “spazio mentale, aggregatore di talenti, cassa di risonanza per persone inconsuete che hanno diritto a molto più di 15 minuti di notorietà” organizzato da Stefano Cuzzocrea pone alla ribalta i Gripweed, con il nuovo singolo Mode off in free download accompagnato dai remix di Shirt vs. T-Shirt, Popucià e Kyle: la band wave-tronica, afferente ai Depeche Mode anche nell’iconografia, suonerà questa sera -venerdì 26 marzo- a Roma prima dei Rain Machine di Kyp Malone (TV On The Radio), elemento utile ad aggiungere ulteriori coordinate sonore.
I M.A.M. e la cover che non ti aspetti
Marzo 25, 2010
I My Awesome Mixtape, per la nostra serie Cover Band (quella nella quale i gruppi si cimentano nella rilettura di brani improbabili rispetto al loro repertorio) hanno deciso di rivangare il loro losco passato (erano bambini) riproponendola in una versione che ne esalta lo spirito soul e la bellissima melodia. Una cover atipica travestita da tributo alla Motown e a Michael Jackson.
Anteprima esclusiva di un singolo digitale in uscita lunedì 29 marzo, in download sul sito ufficiale della band. Anticipazione di un EP che conterrà, oltre alla cover e a un inedito, anche alcuni remix tratti da “How could a village turn into a town”, fortunato secondo album della band bolognese. Un modo per festeggiare l’arrivo della primavera e una stagione vissuta in prima linea sui palchi d’Italia e d’Europa.
In streaming qui
http://www.rollingstonemagazine.it/musica/i-my-awesome-mixtape-sono-i-nuovi-ace-of-base
The Savalas, disco con ospiti mondiali
Marzo 24, 2010
- Un gruppo umbro sta registrando il suo primo disco sotto il sole della West Coast, con un cast stellare di collaborazioni ccon ospiti di calibro internazionale della scena del rock alternativo, da Nick Oliveri (Queens Of The Stone Age, Kyuss, Mondo Generator) a Martyn Lenoble (Porno For Pyros, Jane’s Addiction, Dave Gahan…) passando per Scott McCloud (Girls Against Boys, Paramount Style), Massimo Pupillo (ZU) e Xabier Iriondo (Afterhours, Uncode Duello)…
- PORNOCRACY, questo è il titolo del prossimo lavoro, sarà un album di rock a 360° nel quale l’immediatezza sarà l’ arma principale.
- L’album, la cui uscita è prevista per la fine di maggio 2010, è prodotto da Alexander Pappas (ex Finch) e sarà distribuito negli Stati Uniti dove i The Savalas saranno impegnati in un tour promozionale.
- Di seguito il video del “making of” dell’album, con sessioni di registrazione al Big Fish Studio di San Diego:
- http://www.youtube.com/watch?v=HQhfaVExPbw












