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Blow Up Sonatine / VIRGINIANA MILLER

Agosto 31, 2010

Articolo apparso su Blow Up #143 di aprile 2010

Verso stazioni tirreniche al sole, il culto dei Virginiana Miller si arricchisce di un nuovo, nutrito episodio. “Il primo lunedì del mondo” esce per Zahr Records e merita parole che non siano di mero risarcimento al velato ostracismo: “I VM e la loro qualità musicale sono per fortuna estranei ai meccanismi del mainstream italiano”, chiosa Luca Zoccheddu della label sarda, “abbiamo impostato la promozione su più canali, tra cui il clip di Acque sicure che integra alcune scene uncut da ‘La prima cosa bella’ di Virzì”. Blow Up a colloquio con Simone Lenzi.

Vi siete mai spiegati il vostro nomadismo tra etichette, partner, aspettative?

Ci siamo date diverse spiegazioni. La più comoda è quella biblica del mysterium iniquitatis. L’ingiustizia per cui vai a cercare un contratto discografico e ti dicono ‘sì, bello, ma ora siamo impegnati con x e y’. Perché poi senti i dischi di x e y e ti accorgi che, oggettivamente, il disco dei Virginiana era molto meglio di quelli: ma a loro hanno dato i soldi, a noi no. Per fortuna, al di là delle strategie dei  discografici, noi un pubblico che ci compra i dischi ce l’abbiamo e di questi tempi non possono dirlo in molti. Oppure, diciamo che spesso non siamo al posto giusto nel momento giusto, e se ci siamo abbiamo il vestito sbagliato. A nostra discolpa vorrei dire che i posti giusti fanno cagare e al momento giusto c’è sempre qualcosa di meglio da fare che non occuparsi della mondanità indie.

Il suono di questo disco appare molto più a fuoco e professionale rispetto al precedente, è così?

Indubbiamente sì. Abbiamo registrato “Fuochi fatui d’artificio” nel nostro studiolo, in totale autonomia. L’esperimento, allora, era quello di scrivere un disco registrandolo: di questa attitudine ha i pregi e i difetti. Rino Sassi fece miracoli a starci dietro.

“Il primo lunedì del mondo” invece è un disco fatto in uno studio vero, con più mezzi e con al mixer Ivan Rossi, che è un maledetto genio e un tesoro di ragazzo . Siamo particolarmente contenti di come suona questo disco.

Hai dei parametri fermi quando scrivi? L’estensione vocale, le proporzioni…

Strutture auree non ne conosciamo: non sempre i nostri ritornelli arrivano esattamente dopo 45 secondi come vorrebbe la dittatura del pop. Non ho neanche una particolare consapevolezza dell’espressività della mia voce: rimango un cantante punk. Però credo molto nella tecnica della parola, quella che un tempo, senza scandalo, avremmo chiamato ‘retorica’. I metri, gli accenti, le figure…

Come mai un brano e uno solo in inglese, all’inizio della tracklist?

Il disco inizia con un pezzo in inglese forse perché c’è una parte di noi che si è stancata profondamente di avere a che fare con l’Italia in genere. Personalmente, ho amato molto la mia lingua. E’ tanto bella. Ma è una puttana e sta in bocca alla peggio gente.

Comunque i pezzi in inglese erano due, oltre al volo di Frequent flyer c’era la caduta di The fall of Lehman brothers che poi è finito nel limbo delle registrazioni inedite. Curioso ora che ci penso, ma non c’è niente di simbolico nella scelta di sorvolare sulla caduta.

Sapevi che anche Amor Fou, in uscita questo mese, accennano “ognuno è solo anche se vanta 2526 amici” nella second (first?) life sul web?

Non lo sapevo, ma mi fa piacere: vuol dire che era nell’aria. A me piace il social network, è uno specchio utile dei desideri delle persone che ti stanno intorno. Il problema è che con il proliferare dei mezzi di comunicazione veniamo invasi dagli altri, viviamo sotto assedio delle chiacchiere di tutti.

Parafrasando Virzì, “Cos’hai contro Livorno? tutto”. Da quale parte stai, la domanda o la risposta?

Ho amato molto quel film (“La prima cosa bella”, ndr), forse perché anche mia madre a vent’anni era bellissima. Ho avuto un’infanzia felice, e dopo sono cazzi tuoi. A Livorno si vive bene: ottimo clima, buon cibo, gente che sa farsi due risate e un litorale mozzafiato… è una città accogliente. Come quelle trappole per topi dove si entra e non si esce più.

LeLe Battista, sentimento razionale

Agosto 30, 2010

E’ difficile per me parlare di LeLe Battista senza evocare ciò che sarebbe potuto essere e non è stato, ovvero il grande e meritato successo nazionale per LaSintesi a fine millennio, ed evitando di imporre il ricordo personale di quel periodo alla geometrica validità di “Nuove esperienze sul vuoto”, l’album che il cantautore milanese ha inciso per Mescal, rediviva alle produzioni. Dirò solo che di entrambi, artista e label, si avvertiva la mancanza.

Prodotto con Giorgio Mastrocola che de LaSintesi era chitarrista, assieme a Megahertz (entrambi pure nella crew dei musicisti assieme, tra gli altri, ad Andrea Dupuis che di quest’ultimo è il fratello, e a Giorgio Cuccurugnani), “Nuove esperienze sul vuoto” torna come una cometa a far abbagliare il talento per nulla intermittente di un autore che per età e classe è ancora in tempo per segnare in profondità la nuova canzone italiana.

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100% Live Club fest di KeepOn, i particolari

Agosto 30, 2010

Il 12 settembre presso il Live Club di Trezzo sull’Adda (MI) l’associazione KeepOn organizza per la prima volta in Italia un evento che riunisce tutti gli addetti ai lavori che si occupano di musica dal vivo nel nostro paese: i migliori 100 live club ed i loro direttori artistici, circa 40 agenzie di booking e oltre 60 associazioni che organizzano Festival e concerti.
Il Festival sarà un’opportunità unica per tutti gli addetti ai lavori, gruppi emergenti e musicisti affermati per incontrare di persona i migliori direttori artistici, protagonisti della musica dal vivo italiana, e presentare direttamente a loro il proprio materiale e le proprie proposte musicali per i concerti della prossima stagione.

OSPITI DAL VIVO

Dalle 17,00 in punto fino all’una di notte si alterneranno NO STOP su due palchi, molti tra i migliori nomi della scena live italiana, tra cui Calibro 35, Brunori Sas, Bud Spencer Blues Explosion, A Toys Orchestra, Lombroso, N.A.M.B., Waines e molti altri.

PREMI 100%LIVE

In serata verranno poi consegnati i premi 100%LIVE per la stagione 2009-2010, secondo il voto espresso da una giuria davvero molto speciale formata dai direttori artistici dei 100 live club:

Miglior Gruppo Live: CALIBRO 35
Miglior Concerto: A TOYS ORCHESTRA
Miglior musicista live: CARMELO PIPITONE (Marta Sui Tubi)
Gruppo Rivelazione Live: BUD SPENCER BLUES EXPLOSION
Personaggio Live: DARIO BRUNORI (Brunori sas)
Miglior Tour Rock: IL TEATRO DEGLI ORRORI
Miglior Tour Indie/Pop: DENTE

L’intera giornata sarà ripresa dalle telecamere di Rai Music, che realizzerà uno speciale sull’evento.

CONFERENZA STAMPA in FNAC

Il progetto KeepOn 100%LIVE e il FESTIVAL verranno presentati con una conferenza stampa condotta da Marco Manzella, presidente dell’Associazione NO PROFIT KeepOn, che si terrà presso la FNAC di Milano lunedì 6 settembre dalle ore 18. All’incontro parteciperanno: Fabio Costanza e Matteo Camisasca di Arci Tambourine in rappresentanza del circuito 100%LIVE Club, Roberto Sburlati di Libellula Booking e Riccardo Campanella di MelaConcerti in rappresentaza del circuito 100%LIVE Booking, l’Associazione Culturale Esterni di Milano in rappresentaza del circuito 100%LIVE People, un rappresentante di Radio Popolare per il circuito 100%LIVE Radio. Inoltre le cantautrici Ilaria Pastore e Roberta Carrieri terranno due brevi showcase per presentare il progetto “La Notte della Mela Rossa”, un tour tutto al femminile che calcherà i palchi dei migliori Live Club d’Italia dal prossimo autunno.



PROGRAMMA DEI LIVE

PALCO  PRINCIPALE

24,10 CALIBRO 35
23,00 A TOYS ORCHESTRA
21,50 BUD SPENCER BLUES EXPLOSION
21,00  Lombroso
20,10  N.A.M.B.
19,20  Waines
18,30  Criminal Jokers
18,00  Fast Animals & Slow Kids (premio KeepOn – ItaliaWave 2010)
17,30  VINCITORE CONTEST KeepOn
17,00  VINCITORE CONTEST KeepOn

PALCO  ACUSTICO

23,40 BRUNORI SAS
22,30 Naif Herin
21,30 2Pigeons
20,40 Dilaila
19,50 Thony
19,00 Grenouille
18,15 Simona Gretchen
17,45 Interno 7
17,15 VINCITORE CONTEST KeepOn

Domenica 12 settembre 2010

Inizio concerti ore 17,00

c/o LIVE MUSIC CLUB
Via Mazzini 58 – Trezzo sull’Adda (MI)

Ingresso 10 euro
(riduzione a 8 euro per gli utenti registrati su www.keepon.it e amici dell’utente FESTIVAL e per i tesserati FNAC)

I migliori live club e le migliori live band d’Italia per un evento senza precedenti.
Un appuntamento imperdibile sia per chi fa musica che per chi la segue con passione.

GABRIEL STERNBERG

Agosto 28, 2010

Halfway between Milan and Munich, Gabriel Sternberg composes sensitive and absorbing tunes, intimate and nightswimming: in his tender words and strings you may find Mark Linkous, Barzin, Slowdive, Jonsi in order to please self-depressed woody souls… Autumn is coming, don’t panic, meet him in a house concert!
MP3: “All I can see is you
WEBSITE
CD Like no season (Klang:Haus 2010)
DISTRIBUTION website
BOOKING
gabrielsternberg@libero.it

SIMONA GRETCHEN

Agosto 28, 2010

Women who write and sing are not so many, in Italy. But most of them have great qualities: one is Simona Gretchen, heart and mind that thinks loud without editing so much. A vulcanic and unquiet folkrock storyteller, and young enough to promise to stay.
MP3: “Bianca in fondo al mare
WEBSITE
CD Gretchen pensa troppo forte (Disco Dada 2009)
DISTRIBUTION Venus
BOOKING
Locusta

The Rosenkranz, Abbey Road e gli USA

Agosto 27, 2010

Gente che non sta con le mani in mano. Anche quando tutto le è contro, l’isolamento e pure il boikot di una sedicente etichetta che li ha tenuti al palo per un anno. The Rosenkranz, se seguite Italian Embassy lo sapete, vengono dalla Val di Susa e amano molto l’Irlanda, anche se nel nuovo disco “Wednesday morning” lo si direbbe meno che in passato. I “Waterboys italiani” sono autoprodotti, ma con due attributi così!

Stanchi di non girare nè apparire sui media, Martino Vergnano e i suoi hanno composto in breve tempo dodici nuove tracce, e le hanno spedite per il mastering a Sean Magee dei mitici studi di Abbey Road, sì proprio quelli… nel mentre si sono industriati per cercare date negli USA, dove a fine settembre affronteranno un tour di un mese da Denver a New Orleans, coi voli di andata e ritorno già pagati dagli americani… fantascienza (questo il blog del tour). Inoltre, l’album “Wednesday morning” sarà disponibile anche su iTunes, AmazonMP3 e altri stores digitali, sempre dalla metà del mese di settembre.

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Musica in lingue minoritarie a Udine il 28/8

Agosto 27, 2010

La Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane ha il piacere di invitarVi alla seconda edizione di SUNS il Festival della canzone in lingua minoritaria che si svolgerà in piazza San Giacomo a Udine, sabato 28 agosto 2010 alle ore 21.00, all’interno del programma di Udinestate (in caso di pioggia l’appuntamento è al Teatro Palamostre, sempre a Udine.).

La manifestazione, organizzata in collaborazione con la Provincia di Udine, il Comune di Udine, la cooperativa Il Campo e Radio Onde Furlane, fa parte del circuito musicale che ruota attorno al Liet International, il festival europeo di riferimento per quanto riguarda la musica in lingua di minoranza.

I partecipanti dell’edizione 2010 saranno 9 in rappresentanza di 8 minoranze diverse, ma anche di generi musicali diversi, a dimostrazione di quanto sia vitale la produzione artistica nelle lingue meno diffuse. I finalisti selezionati sono:

- Bališ (rock in sloveno dalla Carinzia)

- Bentesoi electro-dub dalla Sardegna)

- Ganes (trio femminile soul-pop ladino)

- Lou Seriol (folk-punk in occitano)

- R.Esistence in Dub (Reggae-Dub dal Friuli)

- Pantan (Rock in friulano)

- Pascal Gamboni (cantautore dal cantone dei Grigioni)

- Shardana (Metal in sardo) che suoneranno per la prima volta fuori dall’isola

- Stephane Casalta (Canzone d’autore dalla Corsica)

I gruppi saliranno sul palco sabato 28 agosto 2010, a partire dalle ore 21.00, nella centralissima Piazza San Giacomo a Udine, ma già dalla sera precedente è previste un’esibizioni dal vivo presso il cinema Visionario in via Asquini a Udine.

Special guest di SUNS 2010 sarà il pianista friulano Glauco Venier che si esibirà in un concerto in solo. Venier arriverà sul palco di SUNS direttamente da Parigi, dove si esibirà all’Olympia, lo storico teatro del 9° arrondisement fondato nel 1888, a tutt’oggi la più antica music hall parigina ancora in attività. La sua presenza pertanto, è davvero un regalo prezioso che contribuisce ad arricchire il Festival ancor di più.

Numero6,il 13 settembre EP su bandcamp

Agosto 26, 2010

Extended play 2010 è il nuovo ep dei Numero6, apripista per il disco I love you fortissimo, in uscita a novembre 2010 su etichetta Supermota/Audioglobe.
La release, disponibile esclusivamente in digital download sulla piattaforma web Bandcamp con la formula “up to you” a offerta libera, contiene quattro brani.
Si tratta di Pronto per l’inverno, Il regno dei no (che faranno parte anche del prossimo album) e di Due giganti e Semplice, canzoni scritte appositamente dalla band genovese per questa succosa anticipazione discografica.

Ecco cosa dice la band a riguardo:

“A quattro anni di distanza da “Dovessi mai svegliarmi” torniamo a pubblicare canzoni nuove dei Numero6. In questa cinquantina di mesi abbiamo fatto tutto tranne che stare fermi. Solo l’idea di non essere sempre e comunque attivi ci fa star malissimo. Siccome vogliamo stare bene, o almeno provarci, abbiamo fatto un tour e un disco insieme a Enrico Brizzi, abbiamo scritto tantissime canzoni nuove, qualcuno di noi sta scrivendo un libro, abbiamo gioito per spettacolari nascite, pianto per dolorosissime morti, dato vita a progetti solistici e paralleli, salutato compagni di viaggio, accolto nuovi membri nella band. Con questo EP ci ributtiamo nella mischia con lo stesso entusiasmo di quando, a vent’anni, pubblicavamo “Radical Kitsch” dei Laghisecchi. Bello o brutto, giusto sbagliato che sia è così. È un fatto oggettivo e incontrovertibile. Tra due mesi, poi, uscirà il nostro nuovo album. Buon antipasto, intanto.”
NUMERO 6

Blow Up Sonatine / TRABANT

Agosto 26, 2010

Uscita nel numero 145 di Blow Up, giugno 2010

“Playstation top scores are a waste of time”, per cui i Trabant vogliono sopravvivere alla temuta opacità di un pigro indie dancing. Il nuovo disco omonimo è un prisma attraversato dalla luce, ed esce promosso dalla locale Moscow, impresa di registrazioni legata al Friuli Venezia Giulia: il gerente Davide Massussi parla di “territorio come esigenza”, internet aiuta ma “rapporti stretti si coltivano con l’ascolto dei provini in sala e l’organizzazione di iniziative per enti pubblici o privati. Concentrandosi su una zona periferica, i contatti con le altre realtà li tiene un booking esterno”.
Alla pars sonora provvedono i quattro muli triestini: la parola al frontman e autore Giovanni de Flego, in arte Il Marcello.

In “Music 4 losers” colpivano i testi e il booklet, ironici verso la tipica fanbase del p-funk discowave che voi stessi stavate suonando. Ora apparite tentati dall’easy listening!
Da fuori è plausibile si percepiscano delle forti cesure rispetto al precedente lavoro, ma per noi è stato un percorso graduale durato due anni. Siamo vulcanici e pieni di passioni diverse, ci risulta difficile soffermarsi per troppo tempo su una linea precisa, ci viene quasi subito voglia di elaborarla con altre influenze e spesso rivoltarla completamente. L’ironia si fa magari più sottile e risulta evidente nel singolo Ah! oh! aficionados, il pezzo più legato a nostre forme standard.

Ai primi ascolti manca un riempipista, ma vi sono usciti stranissimi brani trip-prog, latini, electro pop: scelta voluta o casualità?
Nella nostra musica noi “vogliamo” molto poco, ci facciamo trasportare dall’istinto. Ad esempio un brano come Hostile commando DIY, che parte quasi hc e poi va a finire in salsa: tendiamo a registrare quasi tutto, riascoltato quanto appena fatto ci sembrava funzionasse.

Leggo di Nintendo e nastri manipolati…

Sono appassionato di produzioni ambient del passato, per intenderci la compila “Ambient 4 isolationism” mi aprì gli occhi su un mondo che non conoscevo quando avevo 18 anni, la comprai per via della copertina e perché mi piacevano i nomi delle band, ci rimasi davvero sotto: David Toop, Zoviet France, Seefeel, Scorn, KK Null, cose che mi mandavano ai pazzi… ho sempre cercato di ottenere quei risultati con ciò che avevo a disposizione, vecchi registratori, tastierine e videogames. Dalle recensioni del disco in giro per la Rete molti credono che il Nintendo DS sia stato usato per dei suoni 8bit, invece è servito per i drones à la KTL che senti all’inizio di Hahaha, ove ho adoperato dei tapes mandati a differenti velocità, felice come un bambino di 5 anni. Ci sono anche delle manipolazioni prodotte da Giacomo (Coslovich, il batterista) con una vecchia radio a valvole che prende le frequenze dei radioamatori. I field recordings una notte in giro per Trieste suscitando generale ilarità…

Con il disco, novità anche riguardo i vostri infuocati live?
La struttura dei concerti è radicalmente cambiata e penso migliorata, mantenendo la nostra giocosità abbiamo implementato la continuità interna. Se il precedente tour comprendeva lunghi dialoghi o monologhi tra un pezzo e l’altro, ora le pause sono rarissime.

Fake Blood ha campionato una frase dalle Arabesque ed è successo mondiale: non ci si vergogna più di intercettare la disco music d’epoca meno esposta…
Per anni la disco music è stata vista solo nella sua componente mainstream, soprattutto tra i giovanissimi. Se dicevi Larry Levan il 90% non sapeva di chi si stesse parlando, qualche vecchio dark rispondeva “boh, era house, credo”. Per i Trabant tutti, fondamentale è stato “Unclassics” di Morgan Geist, abbiamo ascoltato quel disco ad ogni trasferta. Anche la minimal wave non la conoscevo moltissimo, devo dire che ci sono dei dischi impressionanti, soprattutto in area slava dove la situazione live è molto interessante, specie nelle capitali. Là abbiamo visto una voglia di rinascita e di divertimento, accompagnata dall’attenzione tanto al musicista quanto al fruitore.

Baby Blue, la strada e il deragliamento

Agosto 25, 2010

Quante volte si sta attenti alla forma, alle sue labbra. Le si vogliono definite, salvo poi “prendersi bene” quando il perimetro non sempre coincide con la circolarità di un disco: i toscani Baby Blue sono questo e altro, l’ultimo lavoro “We don’t know” in uscita a settembre per Trovarobato testimonia un processo obiettivo di crescita in divenire.

scatto di Pamela Maddaleno

Dieci brani registrati con l’aiuto del collettivo Trydog Lab, network che ha favorito l’incontro con Alessio Pepi, bassista dei Dilatazione -anch’essi in arrivo col nuovo disco- il quale ha registrato, mixato e coprodotto un’opera che oscilla consapevolmente fra la maniera indipendente e le fonti storiche del rock blues, mettendo a fuoco brandelli di giri verso una costruzione personale. Così appare, track by track.

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