Top

Perturbazione,”Enlarge your English” vol.2

Novembre 30, 2010

Dal sito dei Perturbazione:

“Anche quest’anno è tempo di regali. Avevate appreso i rudimenti con “Enlarge your English”. Un successone. Potevamo lasciarvi così, a metà, a riascoltare quelle canzoni che furono partorite tempo fa per l’apprendimento dell’inglese nelle scuole? Uscirono con i libri scolastici della Loescher. Vi avevamo detto che ne avevamo altre nel cassetto. Ok, avete capito.

“Enlarge your English” vol. 2.

Cominciamo con il dettarvi l’agenda dell’operazione.

Lunedì 29 novembre 2010

Incomincia lo streaming di EyE 2. Un brano al giorno. Fino all’8 dicembre 2010.

Giovedì 9 dicembre 2010

Potrete scaricare gratuiitamente tutto “Enlarge your English” vol.2

A presto le istruzioni per come fare.

Perché così presto?

Perché avrete il tempo per confezionarne la copertina, personalizzarla, impacchettare il tutto e regalarvi o regalare il disco a chiunque vogliate. E poi prendetevela con i centri commerciali che cominciano ad avere le luci di Natale il 15 novembre (a quando una seria petizione per impedirglielo?)

Venerdì 24 dicembre 2010

Troverete sul nostro sito, oltre i nostri auguri speciali, entrambi i volumi di “Enlarge your English” in download, per chi si fosse perso il primo volume.

Buon percorso di apprendimento!”

I primi due brani sono reperibili appunto in streaming agli indirizzi: Greensleeves e Can you jump on one leg?

Another Shame, label e distro a sud

Novembre 30, 2010

ANOTHER SHAME

Label, distro and other southern things

presents

“How To Fail Twice”

An educational precept written and performed by The Snail Knows and R.Sawake

First solo album by R.Sawake aka Enrico Russo (voice/keyboards with muzAk)

myspace.com/rsawake rsawake.blogspot.com

Guests: Fabio Magistrali (Orgasm Addiction Planning /A Short Apnea), Alberto Piccinni (muzAk), Antonio Palumbo (Astragali Teatro). Produced by R.Sawake with Fabio Magistrali.

(Piega, incolla, piega, incolla, piega, incolla, piega, incolla, piega, incolla, piega, incolla …)

cripto ambient, weird songs, ghiaccioli all’acido cloridrico. Secondo noi questo disco andava prodotto.il pentimento è ancora lontano ma…  L’esito dell’affare è nelle TUE mani: riuscirai a farci rientrare con le spese?

Others labels & distro:

Vazca / Arvasì Corp / Hysm? / La Fabbrica / Musica Per Organi Caldi / Eclectic Polpo

SENDING AVAILABLE FOR REVIEWS – SPEDIZIONE DISPONIBILE PER RECENSIONI

anothershame@gmail.comibnkalb@gmail.com

ANOTHER SHAME (Label, distro & other southern things)

PREVENIRE È MEGLIO CHE SUONARE

Visit the site to view and order our shames anothershame.blogspot.com

Powered and empowered by VAZCA

La Vazca on Facebook myspace.com/vaskaspace

Aedi, sembra latte di nuvola

Novembre 30, 2010

Evviva le coproduzioni, quando servono a ovviare le note difficoltà del far uscire dischi, unendo le forze. Nasce così da una settimana anche “Aedi met Heidi”, ambizioso parto della band marchigiana promosso da Gratis ProduzioniSeahorse e Mukkake Agency: chissà cosa si sono detti, lassù sulle montagne, con l’eroina dei cartoni…

Melodie quasi mai scontate, ritmi uptempo, l’album che segue l’EP “Polish” del 2009 si inserisce nel solco dreampop senza vietarsi esperienze degeneri nè seguire un filo preciso. Alla descrizione corrisponde anche l’artwork curato da Luigi “Muhe” Cozzolino degli El-Ghor, mentre già lunga è la lista delle date live che li porteranno in tutta Italia fino alla primavera e oltre, grazie al booking di Forears.

Read more

Grimoon, USA tour report, novembre 2010

Novembre 29, 2010

di Solenn Le Marchand, autrice, cantante, musicista e videomaker nei Grimoon.

“Suonare negli Stati Uniti è un po’ come mangiare al fast food, tutto veloce e se ti va bene (a livello tecnico), sei fortunato….
Intanto in California bisogna arrivarci… 3 voli per 20 ore di viaggio e 9 ore di fuso orario sono il primo ostacolo, ma poi atterri a San Diego dove ti aspettano gli amici Manuok all’aeroporto.
E’ così che è iniziato il nostro primo tour negli Stati Uniti, tra le palme di San Diego nella calda notte del primo novembre. I fortunati partiti dall’Italia sono la metà di noi, ovvero Alberto, Erik e Solenn (chitarra, basso, tastiere e voci).
Senza aver tempo di riprendersi dal fuso orario, siamo stati rinchiusi in sala prove per due giorni a suonare con i due amici americani che ci avrebbero poi accompagnati in tour: Scott e Jeff che si sono alternati alla batterie, chitarra e testiere. Il primo inconveniente si presenta immediatamente, la tastiera di Solenn non funziona per qualche oscuro motivo: viene rimpiazzata con una tastiera di Jeff, non proprio uguale ma simile.
Dopo due giorni, mercoledì 3 novembre, primo concerto. House concert a casa di Geoff dei Manuok, cena e concerto, molto in stile Grimoon (infatti la pasta l’abbiamo cucinata noi!). E finalmente condividiamo il palco con i Manuok al completo!
Al concerto ci sono una quarantina di persone, tutti amici e amici di amici… ottima partenza e già poche magliette rimaste nel merchandising!

Il 4 novembre inizia invece l’avventura che ci porterà attraverso la California, in lungo e in largo. Ci aspettano 10 concerti. Ma l’inizio non è mai facile, infatti, a una trentina di miles dalla partenza, il furgone (un vecchio Ford enorme) inizia a fumare… e quindi si torna subito indietro dal meccanico di San Diego. In un’ora viene cambiato un pezzo e si riparte fiduciosi. Alle 18 siamo di fronte al locale di Long Beach. La serata si preannuncia difficile: quella sera è previsto un raduno di motociclisti… alle 22 saliamo sul palco, anzi, ci lanciamo sul palco, perché il soundcheck non è previsto e quindi tutto passa attraverso amplificatori. Abbiamo un’ora di tempo a disposizione, quindi montaggio veloce, no check e via… per un gruppo come il nostro che esce con tanto materiale e con le proiezioni dei video non è una cosa semplice. Fra trasformatori per la corrente, prese americane ed europee, tutto sommato ce la siamo cavata piuttosto bene. E dunque abbiamo suonato per i motociclisti: fuori dal locale c’erano una quarantina di Triumph parcheggiate. In scaletta c’era anche Luxure et passion, con l’insolito video delle mucche in moto, ha trionfato! Il pubblico si è divertito e ha preso parte al concerto in maniera molto attiva. Semplicemente bello! La sera, ci rimettiamo in strada per andare a dormire da Sara Lov a Los Angeles. Il 5 novembre dopo una passeggiata a Hollywood ci ritroviamo al Pehrspace, piccolo locale di Los Angeles pieno di adolescenti lanciati in poghi scatenati. Anche questa sera sembra una scommessa: convincere i giovani scatenati con la nostra musica decisamente più posata della loro. Ed anche qui conquistiamo il pubblico che passa poi ore a chiacchierare con noi fuori dal locale e a bere birre nascosti in furgone (eh sì, perché in California non si può bere per strada, ahimè). I giorni seguenti ci portano vero il nord della California, dove il clima diventa più ostile, dai 38 gradi della partenza in San Diego arriviamo a 15 gradi e i nostri corpi ne risentono. Iniziamo ad ammalarci tutti… Merced e Fresno ci accolgono entusiaste, il pubblico ci ringrazia di essere venuti a suonare nella loro città… tra problemi tecnici (del tipo che in uno dei locali non c’era neanche un mixer e quindi le voci sono state collegate direttamente all’impianto) e cibi dei più diversi (fast food, cucina thailandese e messicana, dinners americani e altri varie ed eventuali), arriviamo a San Francisco una mattina presto e ci godiamo appieno “la città europea della California”. Dopo lunghe passeggiate e ottimo pranzo da House of Nanking -ristorante cinese di San Francisco molto rinomato- andiamo al Knockout, piccolo club accogliente dove ritroviamo amici (il gruppo Still Flyin’ e Samuele dei The Calorifer is Very Hot!). Il concerto entusiasma il deejay/promoter che si scatena poi in un dj set anni ’60 americano. La sera ci ospita Russ, responsabile della 500 Records, etichetta che ha pubblicato il nostro ultimo disco negli Stati Uniti. La sera dopo, ad Oakland, suoniamo nell’angolo di un locale, tra quadri e cactus; purtroppo veniamo anche a sapere che il concerto di Las Vegas è stato annullato per problemi tecnici e dovremo quindi rinnunciare alla traversata del deserto.

Ce ne torniamo quindi a Los Angeles dopo una lunga passeggiata sulla costa nord della California. Allo Strange condividiamo il palco con tre gruppi e incontriamo una fan scatenata che ci venera quasi ma poi scompare prima del concerto perché suoniamo troppo tardi! Intanto ci accorgiamo che il merchandising si riduce ormai a pochi dischi… l’indomani mattina gli amici che ci hanno ospitato ci preparano una vera colazione americana a base di bacon, frittata e patate e ce ne partiamo la pancia piena.
Santa Barbara ci porta invece in un locale decorato di quadri di croci e teschi, e finalmente riusciamo a mangiare verdure gustose nel bar “naturale” del centro. Condividiamo il palco con un ragazzo molto eccentrico di Portland (Boy Eats Drum Machine) e la sera dormiamo in un motel di gusto decisamente american kitsch.
Ultimo giorno di tour e ritorno a San Diego per l’ultimo concerto del tour. Al Tin Can condividiamo nuovamente il palco con i Manuok al completo e ritroviamo gli amici vecchi e nuovi della South California. Con Pall dei Black Heart Procession in prima fila, concludiamo il tour con un live esplosivo e vendiamo gli ultimi dischi rimasti. Come di dovere, festeggiamo la fine del tour con fiumi di alcool e con un fast food messicano poco raccomandabile.
I due giorni successivi sono dedicati a prove e per gli ultimi 5 giorni della nostra permanenza ci rinchiudiamo nello studio di Pall Jenkins per registrare nuove canzoni… stay tuned!”

The Rosenkranz, USA report, ottobre 2010

Novembre 29, 2010

di Martino Vergnano (Rosenkranz)

“I Rosenkranz  nelle Americhe”. O anche “la quaresima blasfema, musicale e alcoolica dei Rosenkranz negli USA”

Parlo dei Rosenkranz, dei favolosi Rosencrantz, Rosenkrank, dalla provincia di Torino, e del loro piccolo grande sogno di andare a vendere frigoriferi agli eschimesi…

Inizio col dire che parto dall’Italia con un debito pari al prodotto interno lordo dell’Uganda… Sbarchiamo a Denver e un gruppo di amici e amiche preparano un piccolo comitato di accoglienza fuori dall’aereoporto. Sepolti tra bagagli e strumenti e sfrecciamo nella notte americana, lasciando da parte i convenevoli e dettagli più o meno rilevanti ci troviamo la sera dopo a Red Rocks al concerto dei Furthur, gruppo composto da parte dei restanti Grateful Dead. Quella notte e nei giorni a seguire capirò poi che i Grateful Dead in America per molte persone sono una religione… vivaddio il giorno che per amore al primo ascolto abbiamo aggiunto al nostro repertorio Ripple dei Grateful Dead!

Il battesimo del fuoco l’abbiamo a Boulder in Colorado: in generale, spesso i concerti nei locali iniziano sul presto. Il primo complimento che ricevo in terra americana è da un tizio in coda al cesso del bar, un tizio con un ciuffo e basettazze da Elvis prima che morisse sul cesso… “bella voce, complimenti!” “grazie…”, e poi da parte dei vari baristi e inservienti del locale. Quel che vale per il primo concerto e per gli altri a seguire è l’emozione indescrivibile data dal suonare canzoni proprie con testi in inglese, cantate in faccia a gente dell’altra parte del mondo che parla inglese e che  in generale è abituata abbastanza bene in fatto di proposte musicali anche se molto aperta e ben disposta a cose nuove… non parlo ovviamente in generale ma in base alle esperienze e ai posti e alla gente che abbiamo incontrato noi.

In generale ha fatto bello, quasi sempre caldo, un mattino a New Orleans ha piovigginato per pochi minuti e il volo di ritorno è stato confortevole anche se hanno smarrito il mio bagaglio.
Comunque la nostra musica passa da piccoli a grandi locali, da serate con più o meno gente, spesso finiti i concerti si fanno delle belle chiacchierate con appassionati e curiosi che ci chiedono un sacco di cose legate alla nostra musica, sperticandosi anche in complimenti e paragoni lusinghieri… piccola soddisfazione è che pare il pubblico capisca tutto quello che canto nel mio inglese mai studiato sui banchi ma imparato sul campo girovagando in Irlanda… una piccola soddisfazione.
Tra i vari concerti in Colorado ricordo una particolare intensità non so per quale motivo al Mercury Cafè. Quella sera ho fatto di tutto un po’, pellegrinaggio in Larimer Street con bevuta e veloce ricerca del vecchio Dean Moriarty, padre che non abbiamo mai trovato… Al Mercury avrebbe dovuto presentarsi una lettrice di tarocchi e non si è presentata, così mi sono proposto per leggere la mano a chi volesse e con un bel po’ di alcool sopratutto cognac le letture sono andate benissimo; abbiamo suonato tutti ma proprio tutti i nostri brani, un pezzo di Elvis e addirittura uno di Joe Dassin, abbiamo dedicato una canzone alla CIA (!) e duettato con una cantante locale sulle note di The biggest lie di Elliott Smith… fatti gli auguri di Natale in largo anticipo sulle note di Car crash 4 Xmas dal nostro nuovo album si spegne la giostra e si riaccendono le luci: finito il concerto ci ritroviamo a casa di una famiglia russo-americana a sbevazzare e parlare di musica fino all’alba…

Altro momento molto intenso sono state le due settimane a New Orleans, ero colpito leggendo “On the road” dalla breve descrizione che ne fa Old Bull Lee: “New Orleans è una città noiosissima, i bar sono insopportabilmente squallidi”. Dovete tenere conto però che il vecchio Old Bull Burroughs Lee per ammazzare la noia era uno che si sparava eroina e benzedrina e sparava alle mele in testa delle sue fidanzate con alterne fortune… in parte però credo di aver capito cosa intendesse. Il mio punto di vista su NOla (new orleans) è vagamente diverso: la città dei Saints, del gumbo, la città “who dat” o where y’at …ad ogni angolo, su ogni tshirts, su ogni adesivo su ogni lampione di questa città particolare, diversa dal resto dell’America che abbiamo visto, non vorrei usare aggettivi scontati quali: bellissima, intensa, stupenda etc ma è proprio così. Per certi versi sembra di essere sul set di un film di Tim Burton: decadente, un po’ sderenata, i suoi bar e pub bui e per certi versi sinistri, fumosi perché si fuma tranquillamente ovunque a New Orleans. E si beve, tanto ma proprio tanto e ve lo dice uno che di birra e alcol ne butta giù molto…
Quando si inizia a suonare ci si ritrova sotto una pioggia di birra e bicchieri che arrivano da tutte le parti, si fuma sul palco, a New Orleans abbiamo suonato anche tre concerti in un solo giorno o serata, i locali sono quasi tutti attrezzati con lo stesso sistema di amplificazione e mixer.

Una sera arriviamo in un locale dove la scorsa estate un tizio è entrato e ha fatto fuori tutti, avventori e baristi. Mancano i microfoni e così mi ritrovo a fare una folle corsa in auto per recuperare due microfoni dall’altra parte della città, a dover attraversare un cortiletto con dei cani da guardia che sembrano i guardiani delle porte degli inferi. A volte in alcuni locali il pubblico spesso ascolta con un orecchio mentre quasi ti da le spalle, tutti intenti a bere come un impegno e un dovere. Una volta finito ti avvicini al bancone e ti fanno un cenno di approvazione senza scomporsi troppo… poi ci sono quelli e quelle che arrivano e ti ricoprono di complimenti, contenti di aver sentito qualcosa di diverso rispetto alle “solite” ( numerose e bellissime proposte che hanno li tutti i santi giorni e notti…

In alcuni locali puoi suonare quanto ti pare, puoi andare avanti 4 ore o fermarti dopo poco se per qualche motivo non hai più voglia. E’ bello sentire il pubblico che mentre ti lascia una mancia ti incita a suonare ancora e ti arrivano vassoi con pinte e shots di Jameson… è bello sfrecciare nella notte mentre ti rechi al tuo terzo concerto in una serata e sentire alla radio il nome del tuo gruppo che suonerà nel tal locale proprio mentre ci stai andando e sei nel traffico e la festa impazza per le strade del French Quarter… è bello anche quando ti ritrovi a suonare davanti a una manciata di persone che però attentissime partecipano e ridono a ogni singola minchiata che spari al microfono, allora lì non ti senti piu lontano da casa, anzi ti senti più vicino di certe volte quando suoni a pochi km da casa… senti che le serate, le nottate passate chiuse in camera a scrivere improbabili testi e canzoni hanno avuto senso, che le ore, i giorni e gli anni passati a sognare con i tuoi compagni di avventura chiusi in una sala prove hanno avuto senso e lo capisci mentre sei lì con un oceano tra casa tua e quel localino fumoso e buio che sembra possa venir giù da un momento all’altro e tu sei lì con i tuoi compari e speri quel momento duri per sempre…
Ci siamo anche ritrovati a suonare e a essere intervistati alla radio, la domenica mattina, ancora un po’ stravolti dalla serata precedente: alla prima domanda non ho capito bene perché troppo stanco così mi sono inventato la risposta e tutto è filato liscio!

Poi è arrivata l’ultima parte del tour, ai Caraibi, alle Virgin Islands… è suolo statunitense, coi suoi bar in riva al mare, le spiaggie bianche, le palme e penso che forse a ‘sto giro il frigo agli eschimesi non riusciremo a venderlo… Sai ‘ste canzoni dei Rosenkranz, intrise di alcool, di pioggia, di gente che forse si tirerà un colpo non sai se potrebbero atterrare ai Caraibi… e invece: festa di Halloween in riva al mare, noi travestiti da ingegneri vampiri della British Petroleum, un sacco di gente, tutti in maschera, e per qualche strano motivo sulle note dei Rosenkranz ai Caraibi con un caldo tremendo la festa parte e si balla si beve e si salta per ore, sembra non finire più la birra, la musica…. l’ultimo concerto è una domenica pomeriggio, vendiamo all’asta l’ultimo cd rimasto, sulle note di The longoodbye salutiamo e ringraziamo tutti, anche chi non era li a godersi quel tramonto. Nella lunga cavalcata finale per basso violino e batteria mi allontano tra la folla, prendo un’ultima birra e mi incammino sulla spiaggia bianca, la musica sfuma e mi unisco agli applausi che salutano l’ultima data dei Rosenkranz in terra americana. E’ stato un tour bellissimo, anche duro a volte, molto duro quando non hai un etichetta o dei manager a pararti un po’ il culo ma devi fare proprio tutto da solo con le tue forze: però è andata, ed è tutto così perfetto alla fine che avrei voluto buttarmi nell’oceano e finire lì ma tornare dai miei compagni, bere ancora qualche birra con loro, goderci il meritato riposo e festeggiare questa esperienza durata 40 giorni e oltre 25 concerti è più forte di qualsiasi altra tentazione… così me ne torno al Beach Bar e tra abbracci, autografi, pacche sulle spalle, il sole che va giù e i titoli di coda ci congediamo da un’esperienza che sicuramente ci ha insegnato tanto e ci ha cambiato per sempre… un grazie a tutti gli amici e amiche che hanno reso in qualche modo possibile la realizzazione di questo sogno!

PS fatevi sotto , il nostro album con le canzoni presentate in anteprima in America è disponibile per pochi euro su iTunes, cdbaby.com e molti altri negozi online!

www.therosenkranz.com
www.youtube.com/therosenkranz

ManzOni, primo singolo su Vitaminic

Novembre 29, 2010

A dicembre viene divulgato, autoprodotto, l’atteso esordio della band veneta. Intanto è possibile leggere le prime impressioni di Marco Delsoldato su Vitaminic, corredate dal free download del singolo Scappi.

A Pavia una compila per ricordare Lennon

Novembre 29, 2010

“A DAY IN THE LIFE – John Lennon Revisited” è una compilation, un doppio CD, realizzata presso lo studio di registrazione Downtown Studio di Pavia con la partecipazione di gruppi e singoli artisti della provincia di Pavia che non siano coverband (Green Like July, News For Lulu, etc). Al suo interno trovate 24 brani del repertorio di John Lennon e dei Beatles scelti dagli artisti coinvolti e riarrangiati secondo il proprio gusto e stile personali, senza nessun vincolo artistico imposto. L’idea del nome, A DAY IN THE LIFE‚ dall’ultima traccia di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band (1967), definisce la modalità di produzione della compilation: ogni artista ha avuto a disposizione una giornata di studio per le registrazioni del proprio brano. Il risultato è variegato. Una canzone più bella dell’altra! Dopo 6 mesi di produzione, ci ritroviamo infine per 3 serate a celebrare l’uomo e l’artista John Lennon: seminale compositore ed interprete di canzoni storiche, ma anche fervente attivista per i diritti civili e promotore dell’impegno sociale. Partecipano i gruppi protagonisti della compilation, proponendo dal vivo le cover scelte per il disco e propri brani originali, in un’atmosfera di festa: John Lennon è l’ispirazione, la SCENA MUSICALE PAVESE è la vera protagonista! Durante le serate sarà possibile acquistare il doppio CD al prezzo di 15€. Per maggiori informazioni visitate il sito: http://www.downtownstudios.it/

mer.8 – gio.9 – ven.10 dicembre 2010 PRESENTAZIONE UFFICIALE c/o SPAZIOMUSICA via Faruffini 5 – Pavia

Santo Barbaro e Bancale con Ribéss

Novembre 29, 2010

17 dicembre 2010: è tempo di lorna

Spuntate le armi convenzionali, asservite le menti al Nuovo Ordine Globale, narcotizzate le coscienze, la poesia permane come sovversione possibile e non sospetta, come arma di sollevazione di massa. Forse meno riconoscibile, ma certo più efficace di ogni altra… Questo nuovo cd dei Santo Barbaro è una piccola cassetta degli attrezzi (delle emozioni, della nostalgia del futuro) decisamente adatta a questo scopo

Sergio Segio – micciacorta.it

santo barbaro è due. l’abbiamo lasciato che era quattro. questo solo qualche mese fa: l’epoca della ristampa di mare morto con l’aggiunta dei racconti di un giorno passo e ti libero. ora il forlivese pieralberto valli si spoglia della carne e si affida all’uomo-macchina franco naddei aka francobeat. mutazione inflessibile di line-up, di suono, di repertorio. ne esce subito un album ermetico e immediato, vintage e di neoavanguardia, colto e ingenuo, civile e mistico, corporeo e metafisico, elettronico e suonatissimo, robusto e flebile, lindo e imbrattato, a tutti gli effetti santo & barbaro: lorna (rbs16, distr. audioglobe). che – ci auguriamo – qualche ascoltatore lungimirante e volenteroso saprà descriverci senza ricorrere a una pallosa lista di antitesi. perciò rimboccati le orecchie e scarica di violenza: a te l’ultima parola

qui l’audio integrale di lorna e notizie varie, a gratis per tuo uso & consumo:

http://rapidshare.com/files/432809489/santo_barbaro_LORNA_press_kit.rar?bin=1

sennò qui: http://www.archive.org/details/lorna2011, dove puoi anche solo ascoltarlo. in alta qualità. ma non ci trovi le notizie varie

qui e qui i siti del santo: www.myspace.com/santobarbaro, http://santobarbaro.blogspot.com

altre cose utili qui, qui e qui: www.ribessrecords.it/ProdottoDett.asp?IdProdotto=26, www.micciacorta.it, www.audioglobe.it

infine alcuni estratti dalla rassegna stampa di mare morto:

«Un prodotto di grande qualità sia per la vista che per il tatto»

guido gambacorta @ freak-out-online 07.2010, http://www.freakout-online.com/special.aspx?idspecial=138

«È piuttosto inutile citare brani più significativi, l’ascolto è un’esperienza: un viaggio ancestrale che mostra davvero pochissimi difetti… Un esordio che merita (sì, merita una ristampa che catturi l’attenzione anche dopo due anni dall’uscita ufficiale) e che speriamo possa al più presto avere un seguito»

nicolò arpinati @ indiesforbunnies 06.2010, http://www.indieforbunnies.com/2010/06/03/santo-barbaro-mare-morto-un-giorno-passo-e-ti-libero/

«Il risultato di questa operazione sono autentiche gemme come Santo Barbaro, Mine Gravide, Nero Deserto, Occhi Immensi, Il Mondo è la Patria di Chi Non Ha Dimora, Noir, Nuovi Schiavi e Mare Morto. Un’opera intensa, malinconica, suggestiva. Una boccata d’aria nuova per la musica italiana»

marco loprete @ kathodic 06.2010, http://www.kathodik.it/modules.php?name=Reviews&rop=showcontent&id=4261

«Occhio al cd appena uscito sempre per Ribéss Records, Mare morto, uno dei più sorprendenti debutti nell’asfittico panorama cantautorale italiano»

marco loprete @ kathodic 06.2010 (recensione compilation iFest), http://www.kathodik.it/modules.php?name=Reviews&rop=showcontent&id=4262

«Questo gruppo, assieme a pochi altri in Italia, sta tenendo viva la musica nella sua totale potenzialità»

radio radicchio, Firenze 05.2009, intervista e concerto acustico: http://www.radioradicchio.it/newsite/index.php?option=com_phocadownload&view=category&id=7:musica&Itemid=27

«Giovani italiani stramba gente! Una volta ficcata la testa nel canestro senza fondo dell’underground di casa nostra, ci si lascia irretire fino all’eiaculazione cerebrale da quattro svagheggi sulfurei della Beatrice Antolini, dalle cistiti intestinali urlate dal Teatro Degli Orrori e contemporaneamente si disconoscono realtà musicali come questi Santo Barbaro… Mare morto dei Santo Barbaro è una delle rarissime perle nere da custodire gelosamente, che onora, innalza e vitaminizza la vera canzone d’autore italiana… Da non scambiare per un disco normale, questa è arte al cubo»

mescalina.it 12.2008, http://www.mescalina.it/musica/gruppi/recensioni_emergenti.php?id=495

«Avere Mare morto vuol dire fare del bene alla cultura italiana, poi magari ascoltandolo potrebbe far del bene anche a noi stessi»

saltinaria.it 11.2008, http://www.saltinaria.it/recensioni/cdpromodemo/1699-santo-barbaro-mare-morto-recensione-cd.html

«In Italia siamo fottutamente strani: ci innamoriamo e gridiamo al miracolo con dischi come le Luci della Centrale Elettrica e poi restiamo totalmente indifferenti a un tesoro tale. Eccolo il vero miracolo, proprio sotto i nostri occhi! Grazie!»

musicaoltranza.net 10.2008, http://www.musicaoltranza.net/index.php?option=com_content&view=article&id=3004:santo-barbaro-qmare-mortoq&catid=94:poprock-recensioni&Itemid=238

«La tradizione dell’impegno rivive, dunque, in queste tracce costruite con la meraviglia del poco»

ondarock.it 11.2008, http://www.ondarock.it/recensioni/2008_santobarbaro.htm

«Mare morto è un lavoro che non risparmia alcun senso. Non concede l’apnea artistica a nessuno e supera ogni limite corporeo proponendosi nelle sue molteplici forme»

losthighways.it 10.2008, http://www.losthighways.it/2008/10/12/mare-morto-santo-barbaro

~ ~ ~

PRIMAVERA 2011: STAGIONE DI ANARCHICI, RESISTENTI E BANCALI

la tana si arricchisce di nuovi ospiti. i tre oscuri bergamaschi noti come il bancale si sono introdotti nello studio di xabier iriondo. stanno pasticciando l’album d’esordio sulla lunga durata, che voci di corridoio vogliono intitolato frontiera. li aspettiamo al varco. intanto è uscita la loro colonna sonora per sur et sous terre, il documentario di paolo jamoletti e alberto valtellina (lab 80 film). un estratto puoi trovarlo su www.myspace.com/ilbancale. se ancora non l’hai ancora fatto, puoi scaricare senza spesa, sempre da lì, il loro primo ep e il video di crinale

oltrepassa la soglia domestica di Sua Bisciosità anche il carrarese davide giromini, già apuamater indiesfolk e da qualche tempo nientemeno che re del noir (www.myspace.com/girominiredelnoir). per chi non è ancora sazio dopo le sue ballate di fine comunismo. l’asse del male del nostro Re & Padrone, insomma, scende a lambire anche quell’irriducibile terra di anarchici. se son rose, pungeranno

si chiuderanno con questo corposo trittico – i nuovi lavori di santo barbaro, bancale e re del noir – le civili esercitazioni per il 150ennale (dell’unità italiana, non della ribéss)? no no. si chiuderanno con una raccolta dedicata ai sogni infranti di garibaldi & soci. un florilegio di brani inediti e rifacimenti d’autore spigolato con l’aiuto di band e cantautori della cispadania ancora irredenta. con qualche insospettabile partecipazione oltre-confine

seconda stella a destra, poi dritto fino al gabinetto

il maggiordomo del Re Biscio,

qaphqa

~ ~ ~

www.ribessrecords.it, www.myspace.com/ribessrecords, info@ribessrecords.it,

AUCAN

Novembre 29, 2010

Brixia felix also in math rock, dubstep, black doom: Aucan are around Europe in years, and rapresent Italian way to obscure forms of addiction. Recent “DNA” EP moves into toxic darkness, psycho vibes and future jazzrock, halfway from hopeless Battles and the foundation of a new industrial movement. Mighty.
MP3: “Rooko
WEBSITE
EP DNA (Africantape 2010)
BOOKING press@fiverosespress.net

ZONA MC

Novembre 29, 2010

Do you know break-core hip hop? If you look for something similar in Italy, you’ll find Zona MC: an eloquent flow, broken rhythms, sort of improvised speech that make you think while laughing. A smart comeback to a HH golden age, looking at the future with skills and crazyness. Bravo.
MP3: “Da adolescente spaccavo
MYSPACE
CD Breakhop (Accostamenti Improbabili 2009)
DISTRIBUTION free download
BOOKING zonamc@yahoo.com

Pagina successiva »

Bottom