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X-Mary, punKochi e hardcoRenato

Aprile 24, 2009

Il bello degli X-Mary è che ad ogni loro disco permangono invariati non pochi parametri, dall’artwork amanuense all’indecifrabilità del genere afferente a quasi totale anarchia creativa, alla collocazione trasversale nei vari ambienti dell’indie italiano (pop, diy, sperimentale), senza che mai venga a cadere la sorpresa e l’ilarità consapevole ogni volta che ci si imbatte in un brano nuovo, ma potenzialmente già sentito almeno in nuce, sempre e solo dagli stessi X-Mary.

scatto di Giulia Rizzini

“Tutto Bano” (da San Colombano, località nei pressi di Lodi che è sede della band) è il titolo dell’album rilasciato dall’ormai sempre più usuale sequela di etichette in syndication -Wallace, Tafuzzy, Smartz, Trovarobato, Escape from Today, Mastro Titta, Lemming, Rebel Kid, Noiseville, NoFi, Untouchable Woman, Dischi di Plastica- trovatesi concordi nel valutare “cosa da farsi” la promozione di una realtà sui generis. Il formato vinile, in gran spolvero, è accompagnato in regalo da un cd che contiene i medesimi pezzi, differenti solo nella ghost track, e costa solo 10 euro, un vero affare… magari da acquisire in uno degli infuocati concerti della band, senza dubbio tra le più efficaci sul palco. I lombardi muovono per contrasti e assurgono a icone elementi più o meno comuni: al Fabio Blesio delle Tre bellezze della vita e allo “Zucca” coi “piedi di dio” succedono il cane Magù, “il cane più bello di Bologna, l’amico che ho sempre a Bologna” come fosse l’Ospedale Maggiore (”maggiore ospedale qui a Lodi”), e il cantante Gatto Panceri, idolo (?) di una quota d’Italia a noi sconosciuta e datata 93-94, dal fanatismo spropositato di paese, una pop song che già dal modo in cui è cantata da Cristiano si capisce che va felicemente in vacca (ma magari ricostituisce di slancio la carriera dell’anonimo Gatto)… Il lato A si apre con l’anticipo di Explosion, disco-disturbo da suburra deca-dance con rintocchi di piano lasciati cadere alla fine, la Romolo Augustolo di un’epoca che corre verso il baratro e comincia a scavare; Gin tonic mette assieme il tropical funk caro al complesso con Cochi e Renato che hanno sbagliato numero di telefono, mentre Antiantagonismo inizia primo Ligabue, transita pop punk italiano anni Novanta e conclude isterica, iperveloce, XMary non sa che domani morirà. Chiudono il lato La playa, che salta e rientra di modo da far pensare a un errore d’incisione, e Stasera (la luna), figlia di Mohamed Sahara nella centrifuga torrida di Zappa e Santana. Chi gira il disco sotto la puntina troverà ad attendere la burla di Robot dance e poi l’ottima Black power, che irride tutte le americafilie con senso dell’elegante disimpegno. Piccolo, molle è una camillata rock/hc buona per aizzare le folle durante i live, e svapora pirotecnica in Tu non canti più con noi, pochi secondi di beat parrocchiale in sala prove a cozzare lo Jannacci di Vengo anch’io e la schitarrata del telegattone. Iterati e addittivi sono i due tempi di Stai scherzando con la droga, prima che Joshua si sposti su terreni psycho con voce screamo, con il primo Alberto Fortis che andrebbe in sollucchero per il mood di Scappo negli anni Cinquanta: gran finale con la versione estesa di Explosion, un successo da acid floor con synth robotico retrofuturista, che perde le staffe della giostra e incede !!!, e un nuovo inno dalle parti di Lust for life, corsa pop punk contro il tempo e “Famiglia vaffancu-ulo! ea ea ea”… Si potrebbe dire “niente di nuovo sotto il sole” ma la realtà è che ad ogni passaggio gli X-Mary consolidano semplicemente le proprie volontà di essere liberi nell’arte, onnicomprensivi di stile e rispondenti a se stessi, ai propri collaboratori e a un pubblico di amanti sempre più numeroso. Quando l’onestà non fa che aggiungersi alle altre doti, prima fra tutte quella di portare all’estremo/allo stremo il pazzo buonumore (vedi anche i fratelli Camillas, con più di un contatto all’esperienza sancolombana) pure in un uditorio che -mi ci metto ben dentro- spesso si crogiola in tristezze vere o presunte al suono di cantautori, postrockers o indietronici emotivi. In questo, più unici che rari.

X-Mary – “Scappo negli anni Cinquanta

X-Mary - “Explosion” (reprise)

in esclusiva per Italian Embassy, courtesy of X-Mary e Davide/Tafuzzy

grazie a dj Minaccia per l’assistenza tecnica


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Comments

One Response to “X-Mary, punKochi e hardcoRenato”

  1. Enver scrive di noi « DAY HOSPITAL II on Aprile 24th, 2009 18:59

    [...] Aprile 24, 2009 · Nessun Commento E bene, qui. [...]

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