Eterea, messaggeri della dopa
Settembre 14, 2009
Tra le regole deontologiche di questa passione che per taluni diventa mestiere, stanno quella di non scrivere mai con troppo trasporto entusiasta e di posporre le band che si conoscono di persona, di cui si diventa amici oltre che ammiratori, per non dare adito a pettegolezzi e “sospetti”. Ma anche a non essere Lester Bangs, come si fa quando esce un disco del valore di “EpykS 1.0” della Eterea Post Bong Band per i sempre più acuti figuri di Trovarobato, meritevoli vincitori del premio MEI per la miglior indie label del 2009?
Semplice: se ne esce scrivendone come niente fosse, e vaffanculo al secchio. Tanto vaffanculo l’hanno sdoganato Marcilo Agro e Zen Circus, per tacere di Masini. Vale ricordare solo qualche episodio miliare, al lettore interessato l’onere di informarsi googlando: Industrialien, Gara delle Batterie Elettroniche, “La chiave del 20”, Operazione Salsa Bianca ovvero instant tour fra i kebabari, Indipendulo 2008. Ed ora questo concept sulla comunicazione errata, prima parte di uno sviluppo più corposo che attenderà il mercato tra pochi mesi: ma intanto mercoledì 16 settembre dalle 21, la prima presentazione in diretta live streaming audio e video sul player embeddato a myspace.com/eterea.
GG Funcis, LeleSD, Pol De Lay e Lele Rigon vengono da Schio, Vicenza e da tempo si segnalano come una delle storie più fresche, esaltanti, diagonali e off della cosiddetta indipendenza italiana: dai primi lavori a oggi è rimasto immutato il quadro di improvvisazioni e spartiti, fallout nucleare e ciclicità urbana, percussioni e tastierone con slanci d’altri tempi, tute à la Devo e ricerca del colpo a sensazione, tag inconsulti da raggruppare a tre, kraut/math/lounge, psycho/tribal/surf, noise/jazz/dance… In “EpykS 1.0” la sfida viene portata a livello tematico: il titolo specchia Skype –e la sessione VoIP di Giga tiger spegne il disco- ma nella concretezza compaiono anche suonerie, rumori di connessione, jingle di videogiochi “a cordless spiegate”, “AliceDSL nel paese delle meraviglie” a “scomunicare la comunicazione”, per usare un inciso della sonatina che troverà spazio nel prossimo numero di Blow Up. L’uso insolito di ciò che è ordinario permea la struttura dell’opera, ovvero le Cavalcate (uno, due e tre come direbbe Mike buonanima), tentativo di buscar el levante por el ponente, trovando l’America ma non le indie: ovvero pensare al commento sonoro di “Psycho” e imbattendosi nel Morricone dell’ “Indagine” al punto da diventare coro da walkirie nelle discoteche, per poi immergersi nella cassa torbida e fritta della 3, tonda di bpm micotici. La 2 non è da meno, retta da una chitarra surfy e vago maremoto. Altro aroma naturale, colorante e conservante, è la presenza di ospiti: ci si aspetta Uochi Toki, straordinari partner nella “Chiave del 20”, e spunta Mula aka Zona MC che discetta alla sua maniera –il freestyle- in Red Bulldozer / i-Dozer sopra un groove p-funk che diventa postrock senza perdere per strada gli elementi, sballo analogico vs. sballo digitale in sharing. E Diego d’Agata cioè Splatterpink, che inaugura Splatter think con la sua rinuncia alle techno-logie che è come rinunciare a Satana: nella costante di loop e calembour “EpykS” prende una piega balzana durante il trittico Sbaro / Esu / Brucaliffi, la prima in chiave pre-rave con suggestioni Add (N) to X e cocci jazzrock, la seconda una marcia sui generis, la terza unisce all’exotica dei maestri italiani, altra grande passione del gruppo, un insetto insolente che vi annega nella migliore tradizione delle mosche da bar. Se Necrophiliac r&r rappresenta l’ala speed degli Eterea, schioppettate noise e raffica doom, Medrogolis (la città della gioia) è una reprise dal primo EP cui sono state tarpate le velocità, espandendo così possibilità di se stessi e dei propri strumenti.
“Andare sempre ai 200 è come stare fermi. Sono più interessanti le accelerazioni e le decelerazioni che ti sparano il cuore in gola a Gardaland”: il viaggio di “EpykS 1.0” comincia domani sera alle 21 per chi avrà l’accortezza di collegarsi allo space dello streaming: a tutti gli altri non resterà che mangiarsi le mani, correre a prendere il disco e presenziare tassativamente a uno dei prossimi live, dal quale non aspettarsi niente per ricevere tutto, ogni volta sempre diverso in intima comunione con gli sguardi e il clima del pubblico. A loro riSchio e vostro pericolo, nell’attesa che venga quel giorno di altre ventun tracce di dopamina.
Eterea Post Bong Band – “Red Bulldozer / i-Dozer”
(in anteprima esclusiva per Italian Embassy – courtesy Trovarobato)








pong. blog. post. bong….
Ho una serie interminabile di grandi e piccoli concerti da raccontare su questo blog da tempo un po’ trascurato. Voglio farlo, non m’interessa se per alcuni è passato un sacco di tempo (anche un anno!): questo blog è per prima cosa u…