Frost, voglio una discoteca labirinto
Ottobre 12, 2009
Fare la differenza. Scrivere tutto e bene, dai tormentoni ipercalorici al rock in battuta. Affermarsi anche all’estero nei remix di vassalli, valvassini e valvassori e pure tornare a suonare dal vivo come una band, producendo un disco. “Ludotech” esce per l’etichetta umbra To Lose La Track, ed è il secchio d’acqua che i perugini Frost gettano sulla musica leggera italiana.
Per addentrarsi nei suoi meandri, bisogna stare attenti a non urtare l’Allegro Chirurgo hipster della copertina: c’è il pedale, c’è la pistola ad acqua, c’è l’occhiale a goccia, c’è il boccaglio-aglio-a-a-aglio… Contagiosi e poco seri nei testi, androidi e umanissimi in quanto a output, i Frost considerati come autori e interpreti di canzoni si mettono in scia al “pop sbagliato” della Riotmaker, considerando anche che le registrazioni sono avvenute nello studio di Leo “Fresco” Beccafichi spesso frequentato dalla crew udinese.
Per tacere del citazionismo spinto e opportuno a contestualizzare, l’intro di Disco overdrive solleva il velo sulla sigla di “90210”, per poi prendere la strada Sex drive/Sex crime: l’incontro tra i Blur del 1992 e i refrain dei Franz Ferdinand già celebrato dagli Atari li proietta sulla platea Rai del sabato con il topos nella frase “se ti privi di qualcosa per volerlo ancora”… Guarda ai Subsonica 22 voltz, e ancor più il discolabirinto di Esplicito, neobrit con chitarrina pungente, tutti o quasi potenziali singoli anche se qualche allitterazione furbetta li trasloca a tanto così dagli abissi dei Masoko. Ma se conta il groove, vincono loro! Si diceva delle diversioni: L’acquario è italian graffiti inna brasilian style, possibile hit estiva da radio di spiaggia, mentre Sveglio qui ricorda le produzioni di Bowie 95-2000, anche vocalmente bastardo con trip hop e d’n’b, frangenti Bluvertigo e gli U2 di Mofo. Un opposto a Troppi caffè, lounge funk avanzato da party sciccoso (I was a yeye girl e Rumba del cocorico in playlist): qualcuno ha detto Flabby? Sound crap non suona affatto come si autoaccusa o come direbbero gli affratellati Boys Of Brianza, nella contaminazione razzente a cavallo del secolo fra sintetica digitale e riffoni. Tornano i Blur in My friend Syd, decisamente plagiarista a fin di bene, e nello sbalzo delle montagne russe Tic tac rappresenta il rock in battuta: “I say yes, you say no” è sempre la stessa moneta dai tempi del garage beat. Chiude l’ottima I can’t believe, manifesto robot dell’antiproibizionismo generale in chiave psicorock elettronica: “ no fun no drinks no kiss no music no sun no money no pussy no work no love no life no hope”, alla rinfusa…
Fresco come una rosa, efficace e positivo come ogni evergreen, “Ludotech” si appresta a sonorizzare spensierati sorrisi in compagnia, e di questi tempi non è certo poco. Se non dovesse bastare, c’è sempre la copiosa produzione Dj Sexx… “Micigan!”
Frost – “Sveglio qui”
(in anteprima esclusiva per Italian Embassy – courtesy To Lose La Track)








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