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Plasma Expander, unforgettable fire

Novembre 3, 2009

Meraviglioso come a volte ciò che sembra non è. Plasma Expander è un nome che copre storie di larga durata, derivando dall’esperienza Bron Y Aur in Fabio Cerina, prelevando dai Golfclvb il chitarrista Marcello Pisanu e mutuando da un numero incredibile di band cagliaritane il batterista Andrea Siddu: i tre chirurghi tennero sotto scacco l’attenta platea dell’Here I Stay festival con un live tiratissimo che impastava i Don Caballero con modalità kraute e ruvide sperimentazioni. Oggi il disco, “Kimidanzeigen”, per una syndication che da Here I Stay e Wallace si sviluppa coinvolgendo Bar La Muerte, Transponsonic, Brigadisco, Burp!, Bloody Sound e Valvolare, verso un appagante tour internazionale.

L’inciso iniziale presto si spiega: nelle otto tracce del nuovo lavoro a prendere il sopravvento è la radice rock-blues, intersecata dalle altre del live e da fondamenti postrock di diversa fonte, anche grazie al contributo di nuovi strumenti in singoli pezzi: il risultato si avvicina per certi versi alle dinamiche 70s-oriented dei Rosolina Mar, per altri a un’esasperazione pesante dell’improv-jazz passata attraverso le lenti di Captain Beefheart e dei suoi discendenti blues’n'roll mojomatici.

Mello, quaranta secondi che annunciano la tragedia in synthesi. Hands in your guts dalla struttura heavy, chitarre di fuoco, bruciare subito e non spegnersi lentamente, punto di saturazione apparente che procede con Why not in (p)ossessione più figlia del blues che della matematica anni90, lo stesso riff a vita e tensione allo spasmo. Il palindromo Sananas è guidato dal possente drumming di Siddu, con un giro armonico finale da marcetta surrettizia come se l’avessero suonata nei primi Settanta sottoeffettostonati; No Moustache cavalca Shellac e Slint, brano di genere, iterativo come se non ci fosse un domani. Horny M è una catasta che tarda a partire, e quando lo fa decide per il rock’n'roll delle origini, nonostante violino e cello la invitino altrove, e Four legs vive di stop and go, un sax soprano (suonato da  Valter Mascia mentre il violino appartiene a Maria Teresa Sabato e il cello a Gianluca Pischedda) a spezzare le raffiche combuste delle chitarre. Chiudono i nove minuti di Nose on belly, cambio d’abito country-raw, fortemente innervato nello stile dei precedenti brani, anche se veramente il ciclo finisce in ghost track com’era iniziato, disturbato e avulso dalla manovra.

La formazione a tre garantisce, come di prammatica, efficienza e quadratura: qualità che senza ombra di dubbio vengono risaltate durante le esibizioni dal vivo, pronte a scatenare l’inferno in mezza Europa prima che l’Italia torni ad accorgersene.

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Plasma Expander – “Why not”
(in anteprima esclusiva per Italian Embassy – courtesy Here I Stay)

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