2Pigeons, Sherwood (Padova), 5.12.08
Dicembre 11, 2008
Le scale di Radio Sherwood, nel cuore di Pontecorvo in Padova, sono dolcemente traballanti fino al primo piano, dove si presenta il bivio tra gli studios della diretta e la redazione, a sinistra, e la sala centrale con bar e libreria, a destra. Nel piano superiore sono stati ricavati gli uffici e, da un paio d’anni, anche un ambiente spazioso sede degli Open Live, showcase di un’ora con intervista, che vanno in diretta sulle fm e sullo streaming, registrati in podcast e poi riascoltati durante la programmazione corrente. In tali circostanze il palazzo si riempie come un uovo di varia umanità resistente, equamente divisa per sesso e per età, che tira tardi ben oltre il concerto consumando a prezzi tollerabili: la vera, unica rivoluzione delle serate padovane. 
Premessa d’obbligo per spiegare il meccanismo che ogni musicista vorrebbe trovarsi davanti: tanto, tantissimo pubblico, nell’ordine delle due centinaia per singolo evento. Per di più silenzioso e partecipe, spinto all’acquisto del materiale alla fine del live. Su quel palco si sono avvicendati tra gli altri Le Luci della Centrale Elettrica, Amari, Amor Fou, My Awesome Mixtape, Grimoon, Zabrisky, Bob Corn, Comaneci, Alessandro Grazian, Luca Bassanese, accanto a nomi validi che devono ancora entrare nel circuito della conoscenza di massa: come il progetto 2Pigeons, nato a Milano dall’incontro tra Kole “Niki” Laca (ex East Rodeo) e Chiara Castello (già Museo Kabikoff).
Ora, gli East Rodeo com’erano, in quattro e annessi, li abbiamo amati tutti, per originalità, empatia, perizia musicale e concettuale. Par di capire che una quota di tale genialità si sia riversata nei due piccioni: la fava che li unisce -sempre se qualcuno ha mai capito cosa sia la fava del proverbio- è un tema rumorista, sperimentale, che parla i linguaggi della modernità ma sa scavare alle radici, contenendo in sé i semi dell’improvvisazione.
Sicuramente un impatto diverso, per il folto pubblico di curiosi e addetti ai lavori (notata in prima fila anche Debora Petrina), rispetto alla tradizionale e prediletta forma-canzone: come le CocoRosie, la voce soul di Chiara si addobba di giocattoli d’ogni specie, effetti, glitch naturali a interpolare il nutrito lavoro di Kole alle tastiere, per gran parte vintage, sommate a una chaos box. Ne è uscita una performance straniante, a volte dilatata in esubero altre frenetica e nervosa, con Chiara a tenere le redini del discorso e a improvvisare uno scat in pieno stile americano: i tanti che si sono avvicinati all’opera di Beatrice Antolini farebbero bene a segnarsi le qualità di questo gruppo (guai a dire loro “duo”!), espresse nella chiave cara a Tom Waits in Toys r us e Spiky -scritta con Nenad Sinkauz degli ER- come nella tropicale, percussiva Beast & time dove Chiara diventa per un attimo Sheila Chandra. Se il manierismo indietronico di Vision fuorvia, la sporcizia sonora dentro Not the prophet e Alice fa da palestra per la vocalist quando il motivo di partenza si scompone, disaggrega, articola e trasforma dopo i primi tre minuti.
Alla fine assieme agli applausi non sono stati pochi i dischi venduti, in forza anche della marcia in più costituita dal certosino artwork curato da Fantacap: col pensiero all’appuntamento di domani, venerdì 12 dicembre (’69, lo stato delle stragi, lo stato delle prove) quando sarà la volta della Piccola Bottega Baltazar.
Postilla: nei files che seguono sono contenuti i podcast scaricabili di alcune puntate della stagione scorsa: Amari – Amor Fou – Bob Corn – Comaneci – Zabrisky – Grimoon







[...] il successo al Demo Award durante il MEI -e messo in cantiere un congruo numero di date dal vivo fra scat e sporcizia sonora, Kole Laca (già negli East Rodeo) e Chiara Castello (ex voce di [...]