33ore, Chioggialab (Chioggia-VE),16.1.2010
Gennaio 18, 2010
Non ci sono partite, malessere fisico o temperature rigide da affrontare a bordo di una bici scassata, se dall’altra parte del ponte di legno suona qualcuno che merita in un ambiente confortevole. All’esibizione di Marcello Petruzzi in arte 33ore, spalleggiato dal sassofonista Elia Dalla Casa e dall’homeboy Mattia Boscolo (Blake/e/e/e) accorre un buon numero di persone, nonostante l’assenza della band di riferimento per la venue clodiense, i No Seduction che ivi provano e che al momento sono in tour nell’Italia del sud. Scaldati dal caminetto e da una selezione d’ascolto a cura dell’ambasciatore, gli astanti si disciplinano ad arco di fronte allo stage: la scaletta appare lunga e focalizzata naturalmente sulla release ufficiale, “Quando vieni” (Garrincha Dischi), ma anche con escursioni sui nuovi testi. Marcello è di poche parole -e da quando in qua si amano da queste parti i gran loquaci tra un brano e l’altro?- suona elettrico e amplificato, così Mattia alterna bacchette e finiture più grosse in luogo delle spazzole: rispetto all’applaudito live del MEI la percezione è meno acida, più classica e forzosamente “rock italiano” -la vis del progetto stia nelle parole pur non trattandosi di un cantautore naturale- anche quando le canzoni non la richiedono, complice un settaggio fonico non sempre ottimale che a volte penalizza il sax. E non è questione di peso, quanto di sfumature di riferimento. Resta che le liriche di Marcello sono centrate, il drumming impeccabile e i contrappunti di fiato preziosi, il potere del blues esce minimamente scalfito dalle scelte di base: ad esempio la tracklist, che prevede molta linearità per metà concerto e i pezzi più veloci o positivi (la titletrack e Per quando mi mancherai) nella seconda parte, oppure la rinuncia alla chitarra acustica/classica suonata con veemenza, ma anche l’assenza di un basso che per quanto peculiare e opportuna nel disco, in alcuni episodi live appare quasi “chiamato” dal suono di una batteria diretta. Un po’ di visione e trasporto in più, la sintonia col legno e col pubblico mediamente attento avrebbe giovato ulteriormente a un concept già solido, bisognoso solamente di altre ore di collaudo in rehearsal room da aggiungersi alle poche sfruttate nell’immediata precedenza.
A Chioggialab intanto sabato 23 gennaio arrivano i padovani Simplemen Think per il recupero del concerto saltato il 19 dicembre causa neve, mentre a febbraio si annunciano tra gli altri Camera237 e Late Guest (At The Party).








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