Aucan, ritorno con un EP… dubstep?
Gennaio 26, 2010
Dubstep, antipop, ambient-core: questo EP saluta gli anni zero con una certezza, il domani è oscuro. Ed è elettronico.
Dopo essersi guadagnati a soli 23 anni la stima di addetti ai lavori e non (il loro primo disco è uscito nel 2008 per le stesse label di Bonnie “Prince” Billy, Oxbow, Hey!Tonal, Passe Montagne, Three second kiss, Rachel grimes, Cheval de frise, Chevreuil, Gordz, L’ocelle mare portandoli in tour per l’Italia e per l’Europa con Antipop Consortium, Zu, Sleeping people, Il teatro degli orrori, Dj rupture, the Ex e altri) è il momento per Aucan di immergersi in acque ancora più buie. Concepito nella tenebra, il DNA di questo breve disco seminale si espande multiforme. é un frattale che divora allo stesso tempo suoni primordiali e futuri. Roccia dancefloor.
E’ un sentiero dall’uno al molteplice: dalla pulsazione all’armonia, dal battito all’accordo; un cammino lungo il quale le tastiere si bagnano di riverberi sintetici, il beat marca la pulsazione con istinto, la voce irradia una luce digitale. Esperienza mistica e non solo, un innesto di natura e cyborg sulle spoglie degli anni dei rave party, un concerto al generatore fra palazzine abbandonate (non a caso i tre suonano live con un sound-system su misura), un evento underground in cui ogni sapienza si sfalda nel sudore della musica.
DNA. E’ l’origine e in principio era il caos. E’ l’ordine compresso della società elettronica e della musica seriale. E’ la chiave per l’eternità, un luogo in cui meditare prima di crollare dal sonno. In questo disco si ha l’impressione che Aucan stesso sia un progetto indescrivibile. Potrebbe essere un disco di Aphex Twin suonato a chiodo da Jacopo Battaglia di ZU (ospite nella traccia Urano2). O una canzone psichedelica del 2020 scritta da T. Leary per i Radiohead e interpretata da un Paul Kantner olografico (la title track, il cui testo è appunto ispirato a “Psychedelic prayers after the Tao te Ching” di Leary). O un LP dubstep berlinese che gira a 33 rpm (Crisis Cub version, feat. Giulio Ragno Favero ex Teatro degli Orrori ai pad elettronici). Ma può essere anche un album dei Tool prodotto da Brian Eno e Timbaland (Rooko) e, perché no, un esperimento: l’incontro alieno fra il Robert Fripp di “Evening star” e alcuni monaci doom del Tibet (The darkest light).
Durante febbraio e maggio 2010 gli Aucan saranno sui palchi d’Europa (dalla Danimarca alla Polonia, dalla Norvegia all’Inghilterra) per promuovere queste e altre inedite tracce. Il disco vero e proprio che seguirà l’assaggio dell’EP è infatti già in fase di lavorazione. A breve anche lo sbarco in oriente: entro la primavera uscirà per Stiffslack Records (JAP) un vinile (split con gli osakiani Talking Dead Goats) indirizzato ai dj con la versione “pure dubstep” di Crisis. Un tour in Giappone già è in vista.
Quindi incappucciatevi, meditate, annientate ogni pensiero. E’ musica che attraversa il corpo e nutre.
CONTATTI
BAND:
www.myspace.com/aucan infoaucan@gmail.com
VIDEO LINK: Crisis live (sept. 2009) http://www.youtube.com/watch?v=fnl0CLNLBy4
Tesla live (European Tour 2009) http://www.youtube.com/watch?v=JknPX35TdMc
ETICHETTE: www.africantape.com / www.ruminance.com
PROMOZIONE: www.fiverosespress.net
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Frédéric d’Hérouville fredericdherouville@hotmail.com | www.ruminance.com







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