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Mr.Rubik, crazy streaming integrale

Febbraio 8, 2010

Diffidate di chi promette sovversione. Il più delle volte presupposti magniloquenti si rivelano abbagli grattando appena la vernice della cartella stampa, intenti nobili si fanno oscurare da un’applicazione scolastica dei mezzi, l’iconoclastia si trasforma nel più trito dei ripristini senza mantenere fede a propositi e attese. “Are you crazy or crazy crazy?”, l’opera prima di The Crazy Crazy World of Mr.Rubik -tribù bolognese che dalle stanze del Locomotiv prende vigore- col procedere degli ascolti lascia aperti i suoi dubbi, nonostante colori, parole, opere e appunto omissioni, tra Zappa e un numero del Male.

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Un disco, quello del trio (chitarra/batteria/tastiere) inciso per Locomotiv Records, che comincia incendiario e finisce pompiere lasciando irrisolta la bontà dell’idea pluridisciplinare? Un concept sviluppato solo in parte, tralasciando tentativi musicali complici delle parole, queste sì a fuoco nonostate l’eccessiva eterogeneità dei temi sonori? All’ascoltatore il giudizio privato, scaturibile dallo streaming integrale dell’album (courtesy Promorama); al cronista la mansione di spiegare il movente di “ginnastica per la mente” in funzione avversa a ciò che ha succeduto il Sessantotto e in opposizione radicale alle correnti di pensiero che apparentemente vanno per la maggiore in una superficie che non è l’acquiescente pancia conservatrice -quando non reazionaria- del paese.

1st step, the crazy crazy lesson è la presentazione in grande stile, aerobica da convention di Millionaire, imbonita su fondale in perenne loop suonato che esplode di crescente intensità, Tic tic tac il più torrido dei p-funk da pista con fischietto che ne potrebbe fare presto un tormentone, ma che a un certo punto spezza il trasporto per disorientare come da manifesto e si addentra in pertugi di bassa anarchia sonora. Poi riprende il filo e macina più di prima, fino al tambureggiante carnevale avicolo. L’ottava rivoluzione silenziosa dei lighi gighi gi oltre il titolo da DonVito & I Veleno esplora ancora l’aspetto teatrale in primo piano, per quanto (E)l’io narrante sia microfonato distante dalle sue Storie Tese, una burla in piena regola che anche in questo caso prende le mosse dal postpunk percussivo (i !!! rallentati) per cedere il passo a una lunga session di psichedelia desertica proto-70, che continua per certi versi in Te l’aveva già detto ieri Vincenzo Zappa, espansa a ricomprendervi post rock e altri pesanti veterismi da rivoluzione culturale anni Dieci: l’eterno ritorno del ventennio dispari, con il bluesaccio My mama told me a smentire fra l’altro i presupposti di liberazione della mente dagli stili che altri hanno deciso per la presente generazione, da queste parti saremo modernisti ma al bagno di classicità si preferisce l’avanguardia skiantosiana destabilizzante e non gattoparda… Il teatro esistenziale ed isterico sparato in faccia di Tum tum pa tu – tum tum tum pa (“non è intelletto, è immagine, è composizione di elementi”) può non aver bisogno della musica, così l’effetto Guzzanti-che-imita-Bossi in Soqquadro si sistema sopra un vibrante interplay che subisce il pendolo della storia; e ora che le sedie negli uffici sono spezzate e capovolte?  43252003274489856000 combinazioni! insiste strumentale su trame matematicheggianti, dato il titolo prosopopaico, e comunque liquide, uno straniante reading da filodrammatica impegnata di provincia che ha poco di Clementi quanto piuttosto dei Camillas che lo giocano bonariamente: come non di rado succede in questi casi, meglio il concept/i concetti e le motivazioni che non la musica, per quanto a un primo ascolto le canzoni colpiscano, specie all’inizio della tracklist. Yellow house è la giusta chiusa, intimamente connessa all’arpeggio tormentato, all’interpretazione sofferta, al sottotono che in altri contesti ha fatto la fortuna degli XX ma che al rintocco della campana costituisce placido motivo di abbandono.

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1. 1st step, the crazy crazy lesson

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2. Tic tic tac

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3. L’ottava rivoluzione silenziosa del lighi gighi gi

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4. Te l’aveva già detto ieri Vincenzo Zappa

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5. My mama told me

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6. Tum tum pa tu – tum tum tum pa

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7. Soqquadro

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8. 43.252.003.274.589.856.000 combinazioni!

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9. Yellow house

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