Jet Boeing, vendite in calo per la prima volta in 5 anni

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Stando a quanto ricordano i media finanziari, per la prima volta dal 2010, le consegne di Boeing scenderanno a quota 745 aeromobili nel corso del 2016, contro i 762 del 2015. Dunque, un’inversione di rotta che sebbene non sia eccessivamente grave (il differenziale stimato tra i due anni è di 17 unità) è sufficiente per poter gettare nuove valutazioni sulla compagnia che dal 2010 ad oggi ha sempre garantito una corposa crescita.

Facile capire che, sulla base di questi rinnovati dati, il mercato non abbia poi gradito più di tanto. E di fatti, nelle ore successive all’annuncio, il titolo Boeing ha perso il 9,5 per cento, e proprio mentre il concorrente europeo, Airbus, annunciava l’aumento delle consegne, a quota 650 aeromobili quest’anno, 15 in più rispetto al 2015.

Ora, considerando che alla consegna i produttori ottengono la maggior parte dell’introito del ricavo, significa che l’andamento in rallentamento di Boeing avrà un impatto diretto non irrilevante sul proprio fatturato, il quale dovrebbe pertanto attestarsi fra 93 miliardi di dollari (al cambio attuale, più di 83 miliardi di euro) e 95 miliardi di dollari (85 miliardi di euro) dopo aver toccato il livello record di 96,1 miliardi di dollari (circa 86 miliardi di euro) nel 2015. Non solo: le vendite dovrebbero essere penalizzate anche dal calo di consegne di aerei militari (F18 e C17) e di satelliti.

Elementi che, sottolinea ancora la stampa, preoccupano la divisione dell’aviazione commerciale di Boeing (Bca) al cui dinamismo si deve l’aumento di fatturato degli ultimi 6 anni, rispettivamente salito da 64,3 miliardi di dollari (circa 57,7 miliardi di euro) a 96,1 miliardi di dollari (circa 86 miliardi di euro).

Come se quanto sopra non fosse sufficiente per rendere un po’ più complesse le valutazioni previsionali sul futuro di Boeing, c’è chi si sofferma sull’impatto che potrebbero avere alcune determinanti come la flessione dei prezzi del petrolio, la crescita del dollaro sull’euro, il rallentamento dell’economia cinese, le tensioni di Medio Oriente, e così via.

Ad ogni modo, dalle parti di Boeing sembrano rassicurare, sottolineando come nonostante il calo produttivo nel 2016, l’anno di transizione sarà ben gestito, e costituirà la base di lancio (o di rilancio) verso il 2017 – anno di accelerazione della produzione. Nel 2019, infine, si stimano 57 vettori 737 prodotti al mese invece degli attuali 42.

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