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Lava Lava Love, auto-time is now

Dio, o chi per lui, benedica Hallgrìmur Helgason. All’ambasciatore ha donato il sollazzo della lettura di “101 Rejkyavìk”, ai Lava Lava Love la possibilità di chiamare così -da un capitolo di “Toxic”- il loro nuovo gruppo, nato nell’estate 2010. Tutte facce note, o quasi, per sopravvivere a se stesse e allargare la soglia della propria conoscibilità grazie anche all’apporto in prima persona di un signor produttore e uomo dei suoni.


Lava Lava Love sono i collaudati Massimo Fiorio (Canadians), Vittorio Pozzato (Canadians, Fake P, House Of All), Oliviero Farneti (Fake P, Pilar Ternera, Spagetti Bolonnaise), tutti della provincia veronese, cui si aggiungono Matteo Cantaluppi, stimato fonico del Mono Studio di Milano e metà negli ottimi Carver, e la newcomer assoluta Florencia Di Stefano, pure scaligera che ha dato voce a Winona, praticamente la cover di un vecchio brano della band omonima, altra meteora fioriesca. L’EP di cinque brani, in streaming esclusivo fino ad ora anche sul sito di Rolling Stone, è in vendita a 3,99 euro sulla pagina bandcamp.

The light is a lie è felpata e analogamente pop tanto quanto i progetti di partenza, comprensivi di coretti shoo-bee-doo, solo in più un autotune che in altre circostanze, dalla dance commerciale alla talkbox di Dargen d’Amico, fa il suo gioco mentre in questo caso non si capisce dove voglia andare a parare, se non diminuendo l’efficacia del brano. Per certo in altri ambienti internazionali sarà apprezzato in toto, nel nostro caso per abitudine continuiamo a sottolineare l’efficace linea melodica e la ricchezza di suoni che, nonostante la compressione, emergono soprattutto verso il finale. A cadere vittima dello stesso meccanismo è una Keep on falling se possibile ancora più valida della traccia precedente -ma comunque, sempre di ambiente Grandaddy si tratta, che ve lo dico a fare- per via dell’inserto chitarristico tipicamente beatlesiano subito dopo l’inizio e un po’ dappertutto, che non si ascoltava da tempo: nonostante il ritornello e il giro di tastiere che fanno la felicità di ogni devoto all’estetica dei barbuti di Modesto, la vocalità distorta di Vittorio Pozzato meglio avrebbe reso se pulita oppure utilizzando altri tipi di effetti, in niente cedendo alla geometrica e cristallina riuscita dei tre minuti e ventotto secondo. Va a finire così che gli episodi autotune-free siano di per sè i preferibili: Another murder ballad è il brano fin troppo corto nei cui crescendo la vocalità di Pozzato, raddoppiata da Florencia e contestualizzata nell’ambiente sonoro, conosce il massimo punto di tangenza con Jason Lytle e ne intensifica la scrittura, mentre le due versioni di Wynona si mostrano rispettivamente delicata nel cantare di “high school band, who like to play love songs to girls” per inaspettata dolce voce di donna e rondò finale tanto caruccio, e consona a riprodurre il medesimo feeling solo in chiave accorciata nell’unplugged, che pone in evidenza anche un sassofono suonato da Guido Bianchini (Fake P, House Of All). A ben vedere, e al di là dello stretto gusto personale per questo o quell’attrezzo o meno, queste tracce sono tutti dei singoli fatti e finiti, ed è il più grande dei complimenti per chi ha l’obiettivo di arrivare a tutti.

Lava Lava Love - “Another murder ballad
(anteprima download per Italian Embassy – courtesy Dietnam)

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