Listini europei in recupero, Trump non fa più paura?

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Prima la grande paura, poi il ritorno in una condizione di sostanziale normalità. È questo il riassunto estremamente sintetico della giornata di ieri, con i listini europei che hanno mostrato un sostanziale recupero dai minimi di seduta, tornando a registrare nella maggioranza dei casi variazioni positive a metà giornata. La reazione, dopo la debolezza di gran parte della mattinata, trova sostegno soprattutto nelle prime dichiarazioni di Trump, che sono state giudicate dai mercati come maggiormente bilanciate e per ora lontane dai proclami della campagna elettorale.

Insomma, i toni della campagna elettorale si sono dimostrati (come tradizionalmente accade) “eccessivi”, e avevano spaventato alcuni osservatori. In realtà le dichiarazioni post-elezione di Trump hanno dimostrato un po’ di sana retorica a stelle e strisce, e hanno dunque rassicurato le platee internazionali, che stanno migrando rapidamente dalla preoccupazione alla curiosità per quel che avverrà nei prossimi giorni, con uno sguardo id particolare attenzione alle nomine della squadra che aiuterà Trump a governare il Paese in un periodo comunque delicato.

Un particolare supporto all’andamento della prima parte della seduta arriva dagli acquisti sui comparti che potrebbero presentare vantaggi dall’elezione di Trump, come le Costruzioni, il Farmaceutico e il settore della Difesa a cui si aggiungono le Risorse di base, grazie al rialzo delle commodity difensive come oro e argento. Positivo anche il settore legato ai servizi petroliferi, dal momento che il candidato repubblicano difficilmente sosterrà gli incentivi alle energie rinnovabili per spingere soprattutto sulle fonti tradizionali, attraverso il potenziamento delle attività di trivellazione.

Di contro, è pur vero che tra i settori più penalizzati nel post-elezione di Trump risulta l’Auto, per via del fatto che gli USA rappresentano per molti produttori europei uno dei mercati più importanti a livello internazionale; la politica maggiormente protezionistica prospettata da Trump non andrebbe certamente a favorire i costruttori di vetture, soprattutto tedeschi. La seduta si caratterizza anche per le maggiori pressioni in vendita sui titoli Bancari, risentendo soprattutto del clima di maggiore avversione al rischio presente sui mercati, che mantengono gli indici Periferici in territorio negativo.

Ad ogni modo, è ora troppo prematuro cercare di comprendere che cosa potrebbe accadere nel brevissimo e nel breve termine. Meglio pertanto attendere l’evoluzione di questi giorni, cogliendo l’opportunità di ricalibrare le proprie posizioni in maniera più prudente e cauta, essendo l’avvento di Trump una totale novità per la politica internazionale.

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