Quante tazze di caffè dobbiamo bere?

Il caffè fa bene o fa male? E quanto bisognerebbe berne? Intorno a una delle bevande più amate dagli italiani ci sono numerose discussioni e prese di posizione. Sarà, probabilmente, perché nel nostro Paese tra chi ha un’età compresa tra i 18 anni e i 65 anni, ben il 96,5 per cento consuma il caffè almeno saltuariamente e il 36 per cento si concede 2-3 tazzine al giorno.

Facile comprendere quali possano essere le motivazioni di tale affezione: il caffè da la carica e aiuta la concentrazione. Ma siamo sicuri che faccia bene anche alla salute?

Secondo quanto è emerso all’interno di un convegno organizzato da Italian Coffee Association, il risultato è sostanzialmente positivo. “Un ampio e lungo studio pubblicato sul New England Journal of Medicine, che ha osservato per diversi anni oltre 400 mila persone tra i 50 e i 71 anni, ha dimostrato che un’assunzione abituale e moderata riduce il rischio di molte malattie, dall’infarto alle infezioni, dai problemi respiratori al diabete. «In particolare, nei soggetti sani, la mortalità diminuisce del 6% in chi beve una tazzina al giorno (5% nelle donne) e del 10% in chi ne beve due (quota che sale al 14-15% nel sesso femminile), senza particolari differenze con chi lo preferisce decaffeinato” – ha precisato sul settimanale StarBene Amleto D’Amicis, biologo nutrizionista, coordinatore scientifico del convegno.

“Nel caffè c’è un concentrato di oltre 900 sostanze preziose, tra cui vitamine e sali minerali. Non serve però esagerare, perché consumi più alti non hanno mostrato un aumento dei benefici». Regolati non superando i 5 mg di caffeina per chilo di peso corporeo quotidiani (come dire 300 mg se pesi 60 kg) tanto più se li “prendi” in un’unica dose: eviterai effetti collaterali come nervosismo e tachicardia” – continua l’esperto.

Insomma, il caffè è un vero e proprio aiuto se assunto in 2 tazzine al giorno, ma non di più. Entro tale soglia, può aiutare il nostro corpo ad allontanare il rischio di contrarre malattie e altri pregiudizi. “Anche per i tumori di rene, pancreas e vescica, quelli che avevano in passato suscitato sospetti, il caffè resta un fattore di rischio altamente improbabile” – sottolinea Amleto D’Amicis – “Le ricerche hanno addirittura mostrato che, se lo consumi abitualmente, hai meno probabilità di avere un cancro al fegato e all’endometrio, forse per merito delle numerose sostanze antiossidanti (come diterpeni, acido caffeico, acido clorogenico e polifenoli) di cui è ricco”.

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