Unipol chiude trimestre con utili dimezzati

Unipol ha chiuso il primo trimestre del 2016 con un utile netto consolidato di 151 milioni di euro, in calo deciso rispetto ai 312 milioni di euro che erano stati conseguiti al termine dello stesso periodo dell’anno scorso. Nelle righe del suo comunicato trimestrale, emerge anche che la raccolta assicurativa diretta è cresciuta del 5,8 per cento nell’anno a 4,8 miliardi di euro, grazie alla spinta del Ramo Vita (2,8 miliardi di euro, in rialzo del 10 per cento su base annua).

Di contro, il ramo danni restituisce invece un calo tendenziale dello 0,7 per cento a 1,9 miliardi di euro, con il combined ratio oggi pari a al 95,4 per cento. Per quanto attiene invece il piano industriale che guarda al 2018, la società si attende una raccolta premi danni da lavoro diretto pari a 8,3 miliardi di euro nel 2018 (+1,6 per cento medio annuo rispetto ai 7,9 miliardi di euro del 2015), di cui il 54 per cento nel comparto auto e il 46 per cento nel comparto non auto.

Sempre in riferimento al piano industriale 2016-2018, il combined ratio al netto della riassicurazione, è atteso arrivare al 95,5 per cento, in lieve rialzo rispetto ai dati odierni. Ancora, nel ramo vita la raccolta al termine del piano industriale dovrebbe arrivare a 7,3 miliardi di euro. L’utile netto di gruppo del triennio, cumulato, dovrebbe oscillare tra 1,5 e 1,7 miliardi di euro, con i dividendi complessivi nell’arco del triennio a 400 milioni di euro.

Per quanto attiene i soli dati UnipolSai, la società ha riportato nel primo trimestre 2016 un utile netto consolidato in flessione a 140 milioni di euro, contro i 310 milioni di euro conseguiti nello stesso periodo dell’anno precedente. Il risultato consolidato ante imposte del comparto assicurativo è sceso a 206 milioni di euro (ex 480 milioni di euro), con una contribuzione in calo sia per il comparto danni (112 milioni di euro, ex 342 milioni di euro, che per quello vita (95 milioni di euro conto 138 milioni di euro). Infine, raccolta assicurativa diretta in calo dello 0,6 per cento a 3,721 miliardi di euro. Nel dettaglio, la raccolta netta del danni è diminuita dell’1,2 per cento a 1,779 miliardi di euro, la raccolta del vita è invece risultato pari a 1,942 miliardi di euro, stabile rispetto al 2015.

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