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Servizio, passione e professionalità.

Hanno detto di fare da soli. Ed eccomi qua.

Comunque la si veda, le musiche italiane non mainstream non godono di particolari sostegni istituzionali o mediatici. In Islanda esiste questo sito e myspace di matrice governativa, e pure la fertile scena svedese si alimenta di serate strutturate e risorse che hanno più del portale che del blog. Per non dire del Belgio: non a caso, tre nazioni la cui produzione musicale ha conosciuto un forte progresso di conoscenza fin dagli anni Novanta. Non ritenendo che in Italia lo status quo a livello strettamente “materiale” sia inferiore, ecco Italian Embassy.

Gli obiettivi di questo sito -non è un blog, anche se ne contiene uno, il mio- sono molteplici:

  • scremare in partenza il discreto grano dal troppo loglio di chiunque si alzi la mattina, inserisca sessioni di sala prova in un player di myspace, e pensi di avere qualcosa da far sapere al mondo. Nella più parte dei casi non è così, salvo qualche rara eccezione di talento dirompente che verrà tosto segnalata nella categoria “Divisione futuro” (la quale vorrebbe essere un servizio di scouting alle etichette). Pertanto non tutto ciò che verrà sottoposto alla mia conoscenza sarà trattato, e dico subito che ricevendo più di un disco al giorno sono già in grado di reperire da solo il materiale utile: anche per non tralasciare tutti i dischi che hanno qualche mese di vita e hanno ancora tanto da dire e da dare. Il criterio di addivenire a delle scelte è l’unico credibile, nella marea di registrazione cui è dato soccombere ai nostri tempi: muoverò per speciali, per focus, non per “recensioni”, termine che trovo foneticamente orribile. Qui non si è per il generalismo nè per l’ecumenismo: verranno tenuti in considerazione i tanti generi con cui ho dimestichezza, compresa la sperimentazione (cfr. l’ambiente che si ritrova ogni anno al Tagofest) e l’hip hop, ma non quei temi sui quali francamente non avrei niente di positivo da dire. Tanto il metal o il gothic da birreria, quanto i Dari o i Sonohra o chi verrà dopo di loro nei tavolini delle major.
  • esplorare le periferie d’Italia, dove le cose succedono ma nessuno le racconta, e a volte è faticoso bussare. Si cercherà di non trascurare gli angoli del sud e delle isole, luoghi con pochi spazi per suonare dal vivo e difficili canali sui media. Esiste una categoria nominata “Dalle sedi regionali” in cui raccoglierò i contributi spontanei e volontari di numerosi referenti sparsi sul suolo italico, persone di provata fiducia ed esperienza nell’organizzazione di eventi, nella pubblicazione discografica e nel lavoro di agit-prop.
  • indicare al mondo intero, agli operatori europei e statunitensi, le bontà della nostra offerta musicale attraverso una sezione apposita, collocata sulla destra della pagina e rubricata in nero, dal titolo “Foreign office”: ogni cinque giorni verranno illustrate due band in attività, una anglofona l’altra italofona o strumentale, corredate di mp3 esplicativi, link diretti alle rispettive pagine nonché al distributore e al booking, di modo da facilitare i contatti per lo scambio di materiale, la comunicazione nei media stranieri e per l’eventuale organizzazione di tour internazionali. L’intera faccenda è stata comunicata all’imponente lista di blogger reperita su Hype Machine, nonché alle principali webzine internazionali, che ora hanno uno strumento immediato per venire a contatto con le musiche indipendenti italiane.

L’Ambasciata porterà anche alla conoscenza generale -sotto il tag “Dentro e fuori la scena”- quelle figure di raccordo tra la musica e le altre arti, oppure di necessario supporto tecnico: disegnatori, videomaker, studi di registrazione, opinionisti, organizzatori, persone che con le proprie forze e sulla loro pelle vivono una grande passione in maniera professionale. Che è quanto intendo fare qua.

Nella colonna centrale verranno aggregate in tempo reale notizie, indie-screzioni, fatti e atti che possano sollecitare un qualche interesse pubblico, assieme ai reportage dai concerti cui prenderò parte. Nel blog raccoglierò invece tutte le mie “parole pensate” (così indico il brevissimo lasso di tempo da un’idea alla sua concretazione sul foglio telematico) a riguardo di temi che esulano dal soggetto del sito.

Cosa non sarà: non sarà una community, un social network, quanto piuttosto un giornale quotidiano, un informatore puntuale nel Paese in cui manca una striscia di telegiornale volta alle arti performative. Oltre che un servizio a chi la musica la scrive, la pratica, la produce, la distribuisce, la promuove e la fa suonare dal vivo. Non ci saranno voti, pratica che abolirei anche dalla rivista per la quale scrivo. Non sarà possibile commentare i contenuti musicali -tanto meno da anonimi o troll- salvo il blog, anche in questo caso dopo moderazione: per coloro che trovassero sollazzo nel denigrare tale iniziativa, esistono già almeno quattro forum sulla rete in grado di ospitare simili flame. Non ci sarà pubblicità: non voglio guadagnare, non è questa la mia fonte di occupazione, non rientra nella mia forma mentis mangiare su di una cosa che è alla portata di tutti, nè voglio ottenere un upgrade in ambienti con cui il rapporto non sarebbe favorevole -per altri, invece, parliamone :)

La favicon che appare nella vostra finestra è un ritratto del quale vado molto fiero, dal momento che lo ha eseguito Alessandro Baronciani, per le cui doti umane e artistiche nutro da tempo stima. L’idea di apporla è una delle tante soluzioni escogitate dal webmaster Fulvio Romanin, la persona senza la quale questo sito non sarebbe nato: ho avuto modo di osservarlo al lavoro per un intero pomeriggio e trovo che il suo metodo induttivo, empirico, capace di valutare le alternative e di risolvere i problemi in scioltezza ne facciano un compagno di viaggio ideale, che ha seguito passo passo l’operazione e che non smetterò mai di ringraziare.

Che l’avventura abbia inizio… Buona lettura, sottoscrivete i feed rss.

enver

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