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Funerali laici per i cd / Charts’08

Dicembre 12, 2008

Premessina: se qualcuno dovesse avere dei dubbi, in sede di compilazione delle superflue e indifferenti graduatorie di fine anno, può scorrere il brillante libello in pdf allestito dallo staff di Stereogram (Emiliano Colasanti e Giulia Blasi, col supporto grafico di Massimiliano Lancioni), dove può trovare le cinquanta cose più significative, commentate e latrici di suggerimenti per un ascolto dell’ultim’ora. Bravi davvero.

Al proprio destino nessuno gli sfugge: da che scrivo per Blow Up, e sono ormai quattro anni esatti, redigo le classifiche a fine novembre per le prime quindici posizioni, riempiendo nei blog di turno con ulteriori cinque. Data anche la conformazione del sito, questo, cui sto dando vita e impiegando energie, è plausibile una ulteriore valutazione per le uscite italiane, in pari numero: ne tratterò a brevissima distanza di tempo.

1. TV ON THE RADIO Dear science, (4AD)

me lo avessero detto due anni fa, non ci avrei creduto. Tutti i generi destreggiati con maestria, crossover, piacere immediato: Obama music?

2. BODIES OF WATER A certain feeling (Secretly Canadian)

le canzoni turbinose e stentoree che mi risuonavano in mente di ritorno dalla mostra del cinema, in vaporetto. Vale come motivo…

3. LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA Canzoni da spiaggia deturpata (La Tempesta)

il disco che avrei fatto qualsiasi cosa per pubblicare. Non era scontato, ma anche la produzione si è rivelata difficilmente migliorabile

4. GLASVEGAS s/t (Columbia)

perché se da qualche parte ho ancora qualcosa che somiglia a un cuore, esso piange su questi brani, con questo canto e queste chitarre

5. HERCULES AND LOVE AFFAIR s/t (DFA)

“classe di recupero” per fortuna vuol dire ben altro da “maestri unici”. Un’etica del movimento e del compostaggio, so NY

6. PORTISHEAD Third (Mercury/Island)

dei tre grandi ritorni -con Notwist e REM- è quello che alla lunga tiene di più. Beth Gibbons ideale madonna di un nuovo Pasolini

7. MEGAFAUN Bury the square (Table of Elements)

sull’onda lunga del weird folk, non sfigurano rispetto ai capolavori vincenti nel 2007. Più rustici e sofferti, vorrei vederli live

8. FLEET FOXES s/t (Sub Pop)

è loro la canzone più contagiosa dell’anno. dai cantate insieme a me: “I was following the pack, all swallowed in their coats…”

9. SUBTLE Exiting arm (Lex)

ammettiamo che Anticon (cui pervenni tardi, my fault) sia finita. E prendiamo atto che lui e Why? hanno fatto lavori pregevoli

10. SAO PAULO UNDERGROUND The principle of intrusive relationships (Aesthetics)

a cosa servono le riviste specializzate? a scoprire album come questo. “Musica totale” prometteva, e ho ottenuto. L’unica via

11. CRYSTAL CASTLES s/t (Lies/Last Gang)

un non ballerino come me s’inchina più volentieri ai pastiche di Eighties, suonini da doom o retrogaming, bassi meccanici

12. ISOBEL CAMPBELL & MARK LANEGAN Sunday at devil dirt (V2)

il mio direttore, e io con lui, postula il primato della canzone e dell’interpretazione. Qua siete serviti a puntino, senza reclami

13. MAHJONGG Kontpab (K Records)

la voglia la pazzia l’incoscienza l’allegria, canterebbe la Vanoni brasil. Tanti cambiamenti di rotta nello stesso pezzo, fuori da ogni categoria

14. CASTANETS City of refuge (Asthmatic Kitty)

nella speranza che la cronografia della musica assegni a Raymond Raposa il ruolo che merita. Visioni e malessere, senza compromessi

15. PIT ER PAT High time (Thrill Jockey)

li conoscevo arty, raffinati, adatti a percorrere i passi dei Blonde Redhead. Hanno aggiunto ispirazioni e livelli, non uscendone battuti

16. THE LAST SHADOW PUPPETS The age of understatement (Domino)

l’ultimo e doloroso taglio dalla top 15. Tracce senza tempo figlie del songwriting anni Sessanta, per chi non regge gli Arctic Monkeys

17. THE DODOS Visiter (Frenchkiss)

acoustic is the new loud, se chi lo disse pensava a questi due gaglioffi della west coast allora aveva ragione. Stranianti, improbabili, addictive

18. NO KIDS Come into my house (Tomlab)

la sorpresa. Quando il pop è costruito così non posso resistere all’urto, “Old iron gate” è da applausi a scena aperta. Artefatti ma non artificiosi

19. DR.DOG Fate (Park The Van)

non di primo pelo nei miei archivi, si confermano scrittori musicali di rango, prendendo dai Beatles e dai Flaming Lips una pasta assai personale

20. MICAH P. HINSON AND THE RED EMPIRE ORCHESTRA (Full Time Hobby)

non poteva mancare un cantautore tormentato. Asciutto e intenso, lo preferisco a Bon Iver (Lightspeed Champion invece non mi ha detto molto)

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Comments

One Response to “Funerali laici per i cd / Charts’08”

  1. Super Classifica Show | Ciccsoft on Dicembre 12th, 2008 21:17

    [...] Super Classifica Show Scritto da Attimo il 3 Dicembre 2008 A dicembre piomba nelle nostre vite una ricorrenza angosciante e ineluttabile. No, non mi sto riferendo alla drammatica scelta di cosa fare nella serata forse più drammatica su le 365 a nostra disposizione. Mi sto riferendo alla compilazione della famigerata Lista dei Migliori Album dell’Anno. Un meccanismo spietato di selezione non adatto agli indecisi e agli ignavi: perchè per compilare la lista devi avere ascoltato 10 album perlomeno decenti, e soprattutto, devi averne ascoltati almeno 10. Giorni combattuti dunque, passati a scremare gli strati musicali sull’albero della nostra vita annuale, per arrivare al nocciolo duro, il cuore pulsante di un anno di musica. Non è per niente facile. Premiare l’album sorpresa, che mai avresti pensato potesse piacerti e invece è entrato in loop quasi sottotraccia durante la compilazione di fogli di stile o sotto la pioggia autunnale? Inserire i bolliti di turno che comunque hanno sfornato parole comprensibili alla tua frustrazione? Assegnare un onesto quinto posto a chi ti ha scortato lungo l’A13? O scegliere senza indugi la strada della meritocrazia, e issare al primo posto chi, semplicemente, se lo merita, perchè spacca i culi? Non è per niente facile. Quest’anno mi smarco dal giochino, niente classifiche per il sottoscritto. Ma cercherò di radunare quelle in cui mi imbatto, in una sorta di post-calderone aggregante di chi a fine dicembre, ogni anno, riesce a decidere e mettere in ordine. Si inizia con Onan, che, vedi un po’ la coincidenza, issa al primo posto proprio l’album che sarà probabilmente su tanti dei vostri podi: sicuramente, lo sarebbe stato del mio. – Onanrecords – Emmebi – Footprints in Snow – Soul Food – The Round Mount – Rumore – Stereogum Gummy Awards – Rolling Stone USA – Said the Gramophone – Polaroid – Chromewaves – Whiterussian – Dietnam – Gorilla vs Bear – ElRocco – Fabricated Lunacy – Italian Embassy [...]

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