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TAGLI / Nuxx sui Massimo Volume

Conobbi “Nuxx” quando nel mio blog precedente commentava tagliuzzando post e commenti assieme a notizie di cronaca, politica e sportiva, creando un esilarante straniamento del “potrebbe essere”. Ultimamente si fa vedere sulle pagine di Inkiostro, e la sua passione musicale lo porta ora a interferire con Italian Embassy, che pubblicherà i suoi “Tagli” quando avrà la volontà di scriverli e mandarli. Queste le “sue” parole per uno degli album del periodo.

Massimo Volume – “Cattive abitudini” (2010, La Tempesta)

Alla fine, ce l’hanno fatta!
I Massimo Volume sono tornati a riprendersi il loro posto.
Non molti si aspettavano un ritorno così dirompente…
Mai ci saremmo aspettati un ritorno del genere.
Lo avevamo sperato, questo sì.
Perché, in fondo, il tempo continua a scorrere lungo i bordi.
Oggi come allora.
E’ come un film di Tarantino.
Massimo piacere, massimo rispetto.
Sara Scheggia non è sicura che anche il loro “prima” sia meglio del loro oggi.
Musicalmente, la band è più in forma che mai…
Sono tornati i Massimo Volume con un album prezioso, dalla bellezza semplicemente indiscutibile.

I Massimo Volume tornano e, possiamo affermare, senza il timore di essere smentiti, che nessuno di quanti erano rimasti in loro attesa rimarrà deluso dal nuovo lavoro. “Cattive abitudini” è un album veramente bello e, cosa ancor più fondamentale, è proprio come doveva essere.
Le Cattive Abitudini sono meravigliose certezze, un’esperienza straniante e intensissima sul piano fisico, intellettuale e soprattutto emotivo, alla quale vale la pena di concedere il proprio abbandono.
Una dichiarazione d’amore per la musica, per tutti noi, per chi li ha attesi, per chi ha fatto delle loro canzoni la più insistente delle cattive abitudini.
Nella certezza che ciò che sono riusciti a dire, fosse ciò che avevano da dire.
Assolutamente da non farsi scappare.

“Cattive abitudini” è il nuovo disco dei Massimo Volume, e ho deciso che già mi piace. Anche se non ho ascoltato niente. Mi piace perché piace alla gente che piace.

Non sono mai stato un gran collezionista di musica. O meglio: lo sono, ma a modo mio.
Tipo quella volta che avevo letto una biografia dei Massimo Volume e poi avevo comprato tutto dei Massimo Volume. Ma non gli album (quelli c’erano già). I singoli. La VHS di Radio Blackout. Altri libri. Tutto.
L’opera omnia di Emanuel Carnevali, quella di Rimbaud, “Manciuria” di John Ford,
Wicked gravity di Jim Carroll, Fuoco Fatuo, il poster ‘Manhattan Di Notte’, l’intera collezione di Caballero, un paio di stivali proprio come quelli di John Wayne, due gommoni forati, dei remi e una teca con un pitone imbalsamato divorato dai parassiti, tovaglioli usati, cicche macchiate di rossetto, posacenere colmi, un parrucchino e un paio di baffi posticci, un distributore automatico di bibite, il Corriere Della Sera della settimana precedente, la cena della sera successiva, una bicicletta ad una sola ruota, pareti con adesivi, bottiglie già scadute che andavano alla testa appena dopo due sorsi, oggetti, sfere, cubi, qualcosa da afferrare, una pallottola alla fine, barattoli di latta, un materasso senza lenzuola, due gettoni nel distributore automatico, una macchina dai finestrini fumé, cartelli che parlano di gite al mare, targhe di auto greche illeggibili, un paio di jeans attillati e una maglia bianca, materiale rubato comprato a credito, un cartone di Pizza Express, fuochi d’artificio, uno specchietto per il trucco, un disco che gira e gira, camicie da camerieri da quattro soldi, un romanzo medievale, insegne di hotel di Pondicherry, una testa di maiale, la Kadett verde di Vittoria e tutta la collezione di dischi di Mimì.

Tutto qui:

http://www.massimovolume.it
http://www.sentireascoltare.com
http://www.ondarock.it
http://www.vitaminic.it
http://www.iyezine.com
http://www.mpnews.it
http://www.ilsussidiario.net
http://www.rockol.it

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